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Scolmatore del Bisagno, concluse le prove sul modellino: entro fine anno la gara per assegnare i lavori foto

Avvio dei cantieri, nella migliore delle ipotesi, nel 2019 e conclusione nel 2022

Genova. Si sono concluse questa mattina, nella sede della ex stazione idrometrica sperimentale di inizio Novecento di Santhià, le ultime prove tecniche sul modello in scala dello scolmatore del Bisagno che è stato valutato positivamente. Trecento metri di torrente ricostruiti nelle vasche della stazione idrometrica, investiti da una massa d’acqua per simulare la piena. Una prova diretta sul modello fisico, organizzata dalla Hydrodata, azienda torinese specializzata in ingegneria idraulica appartenente al raggruppamento Rocksoil, responsabile della progettazione dello scolmatore.

La simulazione dovrà essere formalizzata dal Consiglio superiore dei lavori pubblici nella seduta del 27 luglio. Dopo questa fase si passerà, quindi, alla Valutazione di Impatto Ambientale da parte di Regione Liguria, per poi arrivare, entro fine anno, al bando di gara per l’affidamento dei lavori. La gara per l’assegnazione dei lavori partirà entro la fine dell’anno; il cronoprogramma prevede 1395 giorni di cantiere a partire dai primi mesi del 2019 per finire entro il 2022.

Nella stazione idrometrica è stata realizzato un modello in scala dell’alveo del Bisagno, per un tratto di circa 300 metri e della galleria, per una lunghezza di oltre 250 metri che sarà realizzata per consentire il deflusso delle acque all’altezza della piscina della Sciorba. Nel modello è stata fatta defluire l’acqua corrispondente a quella dell’evento naturale, ma in scala 1:43, per simulare la massima piena.

Lo scolmatore del Bisagno è l’intervento che è in grado di garantire la protezione della città di Genova dalle alluvioni attraverso lo scarico, direttamente in mare, di parte delle acque di piena, limitando il deflusso nel tratto cittadino alla sola portata compatibile con la sezione del torrente, recentemente adeguata. La portata della galleria dello scolmatore sarà di 450 m3 al secondo, lunga 6,5 km e con una sezione circolare di diametro di 9.80 metri che parte a monte del Ponte Gallo in corrispondenza della Sciorba e sbocca in mare nei pressi della spiaggia di San Giuliano.

A fare da testimone all’ultima prova tecnica, l’assessore alla Difesa del suolo di Regione Liguria Giacomo Giampedrone, insieme ai tecnici regionali e ad alcuni componenti del Consiglio superiore dei lavori pubblici.

La progettazione esecutiva era stata affidata circa un anno fa dal Commissario straordinario per i lavori sul Bisagno, il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, attraverso Invitalia, a una associazione temporanea di imprese guidata dalla mandataria Rocksoil spa, che ha portato a termine il compito nei tempi richiesti.