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Ristorazione, terzo giorno di agitazione del personale del Maugeri. Sindacati: “Pronti allo sciopero”

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Genova. In un momento in cui l’Istituto Maugeri ha già il proprio personale in stato di agitazione, stupisce l’indifferenza e il cinico atteggiamento della direzione che da due giorni si ritrova lavoratrici della ristorazione in presidio e le bandiere della Filcams Cgil davanti all’entrata dell’Istituto di Nervi. Lo stesso silenzio arriva da parte della Cooperativa Cir Food che ha preso in appalto il servizio imponendo un taglio lineare di ore alle quattro lavoratrici presenti da anni in struttura e addirittura un abbassamento di due livelli alla cuoca che ora “non serve più” nonostante i 180 pasti acquisiti da preparare presso il centro cottura.

Le lavoratrici, insieme a colleghe di altri appalti solidali e attive, protestano diffondendo volantini di denuncia, parlano con i pazienti e i medici. Niente fischietti o slogan perchè c’è estremo rispetto verso i tanti degenti presenti all’interno della struttura. “Questo non significa che non siano determinate, e sanno di essere seguite da una Filcams che di determinazione ne ha tanta” fanno sapere dal sindacato.

Questa mattina, quindi, terzo giorno di presidio, sempre dalle 9:30 davanti all’Istituto, la Filcams Cgil di Genova ha già pronta la comunicazione di apertura dello stato di agitazione e delle procedure per arrivare allo sciopero e bloccare il servizio. Comunicazione che, se dovesse nuovamente perpetrarsi il silenzio di committenza e Cir Food, arriverà a chi di dovere nel pomeriggio.

“Stupisce l’indifferenza e il cinico atteggiamento della direzione che da due giorni si ritrova lavoratrici della ristorazione in presidio e le bandiere della Filcams Cgil davanti all’entrata dell’Istituto di Nervi – si legge nel comunicato del sindacato – Lo stesso silenzio arriva da parte della Cooperativa Cir Food che ha preso in appalto il servizio imponendo un taglio lineare di ore alle quattro lavoratrici presenti da anni in struttura e addirittura un abbassamento di due livelli alla cuoca che ora “non serve più” nonostante i 180 pasti acquisiti da preparare presso il centro cottura”.