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Regione: approvati assestamento di bilancio e rendiconto 2017

Molto critica l'opposizione, che contesta il ricorso ai mutui e sottolinea i rilievi della Corte dei Conti

Genova. Una manovra da 87 milioni di euro quella approvata in consiglio regionale. Ecco l’assestamento al bilancio di previsione per gli anni 2018-2020.

Con questo provvedimento, oltre agli adempimenti obbligatori, si effettuano alcune rimodulazioni della spesa che consentono, pur con risorse limitate, di far fronte ad alcune esigenze di spesa emerse nel corso dell’anno. Inoltre, si adegua l’autorizzazione all’indebitamento per oltre 16 milioni di euro per finanziare ulteriori investimenti del fondo strategico regionale, riducendo contemporaneamente il debito pregresso di oltre 32 milioni. Adeguate anche le entrate e le spese di natura vincolata alle effettive assegnazioni di fondi statali e/o comunitari.

In particolare

·      vengono realizzati nuovi investimenti a valere sul fondo strategico regionale: 1,6 milioni per interventi nel settore culturale, 4 milioni per l’impiantistica sportiva, 5 milioni per interventi di riqualificazione urbana nel comune di Savona, 2,7 milioni per la riqualificazione del porticciolo di Genova Nervi;

·      viene finanziato, con 300 mila euro, un progetto sperimentale per il potenziamento dei controlli nell’area metropolitana genovese per contrastare l’evasione nel trasporto pubblico locale;

·      salgono a 170 mila euro le risorse destinate al trasporto pubblico marittimo;

·      1 milione e 220mila euro sono destinati alla formazione e al diritto allo studio, in particolare per le fasce più deboli;

·      400mila euro sono destinati per la realizzazione di manifestazioni sportive e culturali;

·      500 mila euro per interventi edilizi (in conto capitale);

·      300 mila euro per la promozione turistica;

·      210 mila euro per la valorizzazione dei prodotti tipici regionali e lo sviluppo del florovivaismo;

·      15 mila euro alle attività degli istituti storici della Resistenza.

·      50 mila per le società di mutuo soccorso

Le nuove assegnazioni di fondi vincolati ammontano a oltre 90 milioni di euro e riguardano in particolare il settore del trasporto pubblico (19,1 milioni), della protezione civile (4 milioni), della sanità (8,9 milioni), delle politiche per il lavoro e formazione (53,3 milioni).

Contrario il Pd: “La giunta non ha saputo fornire risposte concrete. Parliamo di 60 milioni di euro di nuove poste di cui solo 15 discrezionali. La maggior parte di queste risorse viene stanziata tramite il fondo strategico, che però viene implementato tramite l’indebitamento. La giunta quindi continua a fare mutui, che qualcuno un giorno dovrà ripagare. Questi fondi, inoltre, non vengono utilizzati per interventi strutturali come la lotta al dissesto idrogeologico, l’efficientamento energico e le politiche abitative, ma per opere a spot finalizzate a un consenso di corto respiro. Abbiamo provato a presentare alcuni emendamenti selettivi per chiedere interventi fondamentali per aumentare le risorse per la manutenzione dei torrenti e dei rivi, per lo sviluppo locale e delle aree interne, per finanziare almeno la progettazione della Casa della salute della Valpolcevera, per stanziare soldi a favore delle pubbliche assistenze e aumentare il fondo di garanzia per sostenere gli impianti sportivi. L’unico emendamento passato è quello che finanzia le Soms. Anche sulla cultura sono scarsissime le risorse investite dalla Giunta e non è stato fatto praticamente nulla a favore del piccolo commercio. Le uniche priorità del centrodestra ligure sembrano essere la comunicazione e la propaganda, settori in cui vengono spese molte risorse”.

Rendiconto 2017

Sempre nella seduta di oggi, il consiglio regionale ha approvato il rendiconto generale per l’anno 2017.

Le entrate dell’anno ammontano a 5 miliardi e 4 milioni di euro; sono stati registrati impegni di spesa per complessivi 4 miliardi e 945 milioni di euro. Il totale delle riscossioni è stato di 4 miliardi e 558 milioni di euro, il totale dei pagamenti è stato di 4 miliardi e 464 milioni di euro, con un fondo di cassa, al 31 dicembre 2017, di 204 milioni e 903 mila euro. Il risultato di amministrazione, sempre al 31 dicembre 2017, è pari a +142,4 milioni di euro, da cui vanno dedotti accantonamenti e vincoli di legge.

Per la giunta regionale si registra un significativo miglioramento rispetto all’esercizio precedente in termini di disavanzo per debito autorizzato e non contratto per investimenti degli anni precedenti, che risulta pari a 118,5 milioni di euro, in riduzione di 36,6 milioni di euro per effetto degli esiti positivi della gestione di competenza.

Nonostante i pressanti vincoli, Regione Liguria è riuscita a rispettare gli obiettivi di pareggio, sia in previsione, sia in gestione, attivare le Intese regionali, al fine di ottimizzare gli spazi finanziari tra gli enti regionali mediante la flessibilità orizzontale per circa 1,8 milioni di euro e, soprattutto, quella verticale, cioè cedendo spazi finanziari a favore dei comuni per un importo complessivo di 12 milioni e 670 mila euro, ai fini della realizzazione di investimenti pubblici da parte degli enti locali.

Nel 2017, inoltre, con il Fondo Strategico Regionale sono stati finanziati investimenti infrastrutturali, tra i quali 1,2 milioni di euro per interventi di risanamento idrogeologico, 6 milioni di euro per il rinnovo ed il mantenimento in efficienza del materiale rotabile destinato al trasporto pubblico locale.

La Regione ha sostenuto, inoltre, un notevole impegno finanziario, stanziando ed erogando 17,2 milioni di euro di risorse proprie destinate al fondo di solidarietà per le persone con gravi disabilità.

Critico il Movimento 5 Stelle: “Un disavanzo complessivo di 230 milioni di euro. 23 milioni di euro segnalati come residuo attivo che è, in realtà, a tutti gli effetti da annoverare tra i debiti – si legge in una nota – zero investimenti e, più in generale, una serie incredibile di incongruenze poi modificate solo in seguito ai moniti della Corte dei Conti, senza la quale la Regione Liguria si troverebbe oggi alle prese con un grave dissesto finanziario”.
Duro il giudizio di Alice Salvatore e Fabio Tosi: “Non solo 230 milioni di disavanzo, che già di per sé rappresenta un fatto molto negativo. Nel rendiconto presentato da Toti si trova anche un imbarazzante zero alla voce investimenti: un dato impietoso se confrontato con le principali regioni italiane. Vengono poi segnalati 23 milioni di euro come residuo attivo quando, in realtà, si tratta di un mutuo autorizzato ma mai contratto, e quindi ha un valore debitorio. Solo il provvidenziale intervento della Corte dei Conti ha costretto l’apprendista assessore al Bilancio Toti a rivedere le cifre e ha, di fatto, salvato la Regione Liguria da quello che sarebbe potuto diventare un pericoloso dissesto finanziario”.

Per il Pd: “Il giudizio emerso dalla parifica della Corte dei Conti dipinge una situazione preoccupante nella gestione del bilancio e nelle scelte messe in atto dalla giunta regionale. Non è la prima volta che leggi importanti di quest’amministrazione vengono bocciate, come dimostrano i tanti provvedimenti cassati dalla Corte Costituzionale, a dimostrazione di un processo legislativo modesto sia sul fronte della quantità che sul fronte della qualità. Non si tratta solo di leggi propagandistiche come quella sulla legittima difesa ma anche di provvedimenti di bilancio, censurati come in questo caso dalla Corte dei Conti a causa di una serie di artifici contabili. Tra i rilievi della Corte segnaliamo un’errata imputazione di un mutuo da 23 milioni di euro, che ripete gli stessi errori contabili riscontrati nei rendiconti 2015 e 2016 con la creazione di un’artificiosa liquidità non sorretta dall’effettiva accensione del mutuo; poi ci sono le preoccupazioni sulla distribuzione dei farmaci salvavita con la modalità “per conto” quindi con il coinvolgimento delle farmacia su cui la magistratura contabile annuncia per il 2018 un’indagine sui costi/benefici. Altro rilievo della Corte riguarda il tema delle vicedirigenze e dell’indennità di alta professionalità su cui la Regione è passata di pasticcio in pasticcio, mettendo in difficoltà per primi i funzionari dell’Ente. In questi anni, inoltre, la Regione Liguria non ha aggiunto un solo euro per finanziare politiche nazionali attente alle esigenze dei più deboli, come il Reddito d’inclusione o alla legge sul Dopo di noi”.