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Polemiche sulla polizia locale, la Cgil: “Il primo compito è prevenire, non multare”

Non piacciono al sindacato le esternazione a mezzo stampa del comandante dei "vigili"

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Genova. Dalle ambulanze bloccate dalle auto in sosta vietata, alla presunta pigrizia nel fare le multe, sino ad arrivare allo stato di abbandono di alcune strutture o allo stato di inadeguatezza degli spogliatoi. Tutti argomenti che hanno riguardato in questi giorni la polizia locale e che sono stati trattati dai media locale. Parte di queste critiche sono attribuite ai vigili dal loro stesso comandante, Gianluca Giurato.

Contro questa situazione si scaglia la Funzione Pubblica della Cgil: “Riteniamo che comandante e amministrazione tutta, prima di “bacchettare i vigili” si dovrebbero interrogare sulle gravi criticità organizzative e strutturali del corpo di polizia locale del Comune di Genova”.

“La situazione è paradossale – continua la nota sindacale – soprattutto in riferimento agli aspetti normativi che riguardano la sicurezza sui posti di lavoro. Il decreto legislativo 81/2008 mette in capo al datore di lavoro non solo ” il principio ergonomico nell’organizzazione del lavoro e nella concezione dei posti di lavoro”, ma prevede anche la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature e impianti”. E allora: la responsabilità della mancanza dei mezzi o di mezzi obsoleti ed inefficienti, che oltre a non agevolare il lavoro degli agenti mette a repentaglio la loro incolumità, è responsabilità dei vigili?”

Rispetto poi alla sollecitazione ad una verbalizzazione “spinta”, la Cgil ricorda all’amministrazione che “il compito della polizia locale è quello della prevenzione e non uno strumento per far cassa”.

“E’ da tempo che chiediamo un confronto al sindaco per discutere delle problematiche che affliggono i vari settori, compreso quello della polizia locale – conclude il sindacato – ma evidentemente al capo dell’amministrazione non interessa incontrare i rappresentanti dei lavoratori o forse non interessa confrontarsi con i problemi che i lavoratori pongono attraverso i loro rappresentanti. Temi che riguardano sì i lavoratori, ma che potrebbero avere delle ricadute negative sui servizi offerti alla cittadinanza”.