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Migranti per il piano anti-caldo del Comune, la Lega contro la delibera della giunta Bucci

La capogruppo Fontana chiede che non ci siano "corsie preferenziali per i richiedenti asilo, anche i disoccupati genovesi hanno bisogno di fare volontariato". Secondo la collega Corso è una questione di sicurezza: "Non possiamo lasciare in balia di presunti profughi"

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Genova. Con lo slogan salviniano per eccellenza – “prima gli italiani” – la Lega in consiglio comunale si scaglia contro una delibera approvata dalla stessa giunta Bucci. Niente case, aiuti o sostegni di vario tipo ai migranti, ma la possibilità, per loro, di essere inclusi in progetti di aiuto sociale.

Sono loro che “ci aiutano a casa nostra”, insomma. Ma Lorella Fontana, capogruppo del Carroccio a palazzo Tursi, è comunque molto critica sul progetto “Aiuto anch’io!” che prevede il coinvolgimento di richiedenti asilo come supporto ai volontari delle associazioni coinvolte nel piano anti-caldo del Comune e della Asl 3 genovese. E questo crea un vero e proprio scontro in maggioranza.

Secondo Fontana, “dare una corsia preferenziale a richiedenti asilo, che quindi non hanno ancora ottenuto un riconoscimento di status di rifugiato, sia un grave errore, un atto di razzismo al contrario nei confronti dei tanti giovani e meno giovani genovesi, disoccupati, che potrebbero essere impiegati nell’assistenza dei nostri anziani durante la stagione estiva”. Secondo la Lega, insomma, ci sarebbero migliaia di genovesi che “per stato di indigenza o disagio sociale vivono ai margini della comunità e sarebbe importante concedere loro la possibilità di dare un senso al proprio tempo”.

Non si tratta solo di volontariato sottratto a “migliaia di genovesi che vivono ai margini della comunità e potrebbero dare un senso al loro tempo”, per citare ancora Fontana. Francesca Corso, altra consigliera comunale della Lega e presidente della commissione Pari opportunità, ne fa una questione di sicurezza: “Non possiamo lasciare in balia di presunti profughi, di cui non sappiamo nulla i nostri anziani soli. Finché non viene riconosciuto lo status di rifugiato e non c’è la conseguente identificazione, è un grosso rischio inserire persone, di cui ignoriamo identità certa e fedina penale, in situazioni socialmente sensibili e delicate”, dice.

“Prima viene la tutela e la sicurezza delle nostre fasce deboli. Se per integrazione intendiamo mettere a rischio i nostri anziani soli, nelle città semideserte d’estate, la Lega non ci sta”, conclude Corso.

Molti migranti ospitati nelle strutture genovesi, fino a oggi, grazie a progetti di inclusione tra associazioni e istituzioni pubbliche sono già stati impegnati in altre attività di volontariato, come nella pulizia dei parchi o nell’assistenza al pubblico in occasione di Euroflora. Il progetto “aiuto anch’io!” è realizzato in collaborazione con realtà del terzo settore affermate come Auser, Croce Rossa, Croce Bianca, Cei o Agorà. I migranti si occuperanno di aiutare gli anziani, a casa o nelle case di cura, in attività come fare la spesa, negli spostamenti o nella consegna di farmaci.

Il gruppo della Lega in Comune chiederà quindi che la delibera venga allargata anche ai disoccupati e a genovesi in particolari situazioni di disagio la specifica riguardante l’inserimento.