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La Diga e le altre case popolari, la ricetta del M5S: “Un osservatorio istituzionale permanente”

Le prime riunioni del tavolo nei prossimi mesi, con i consiglieri pentastellati di tutti i municipi, poi sarà allargato ad altre forze politiche. E sulla demolizione della Diga: "Valutabile ma ci sono altre priorità"

Genova. Un osservatorio intermunicipale che si riunirà ogni due mesi per monitorare in maniera permanente e costruttiva la condizione dei quartieri di edilizia residenziale pubblica e renderlo un punto di riferimento anche istituzionali. E’ la proposta del Movimento 5 Stelle in Regione e in Comune a Genova per concentrare l’attenzione sul degrado delle “case popolari”, dalla Diga, al Cep, alle Lavatrici al Biscione.

L’iniziativa è stata presentata oggi dai consiglieri regionali M5S Alice Salvatore e Marco De Ferrari e dal consigliere comunale Stefano Giordano, annunciando anche l’appuntamento di mercoledì 18 quando, alle 17, sempre in via Fieschi, sarà proiettato il documentario sul quartiere Diamante Digavox prima di un incontro cui prenderanno parte anche esponenti dei comitati, delle amministrazioni pubbliche e di Arte.

“Il nostro obbiettivo – dice Alice Salvatore – è estendere il tavolo dai consiglieri M5S a tutte le forze politiche”. Temi prioritari la manutenzione degli alloggi Erp e la lotta all’abusivismo, oltre al ripristino di servizi e al potenziamento del trasporto pubblico.

Ma c’è anche spazio per commentare alcune delle ipotesi avanzate dal sindaco di Genova Marco Bucci per il quartiere Diamante, in Valpolcevera, dalla demolizione alla vendita di alcuni appartamenti. “Sappiamo benissimo – continua Alice Salvatore – che la Diga non era stata costruita per stare in piedi a lungo, doveva essere una soluzione temporanea, anche per questo ha determinate criticità strutturali, come M5S non abbiamo mai escluso la possibilità di un abbattimento anche se bisognerebbe prima trovare un’alternativa, la nostra priorità è fare in modo che ci siano appartamenti pubblici a disposizione di chi ne ha bisogno, per il resto tutto è valutabile ma bisogna partire dall’esistente”.

“Nostro obbiettivo è migliorare la qualità della vita dei residenti – aggiunge Marco De Ferrari – e far intervenire le istituzioni laddove fino a oggi sono mancate, innanzitutto ripristinando i servizi, a partire dal mondo della scuola fino ad arrivare al diritto alla salute e alla mobilità, spingendo per un potenziamento dei collegamenti collinari. Inoltre bisogna ricordare che abbiamo perso diverse occasioni a livello istituzionale per potenziare le risorse destinate alla manutenzione dell’edilizia popolare”.

Stefano Giordano, consigliere comunale genovese pentastellato, ricorda il “tour” della commissione parlamentare sulle periferie dei mesi scorsi. In quell’occasione erano emersi dati importanti proprio sulla Diga. Su 522 appartamenti di Arte e 822 messi a disposizione del Comune di Genova, erano certificate 11 e 18 occupazioni abusive e, rispettivamente, 135 e 214 casi di morosità. “Ultimamente il sindaco ha riassegnato la delega all’edilizia popolare – spiega Giordano – passandola dall’assessore Fassio all’assessore Piciocchi, segno che anch’egli ha percepito uno stato di sofferenza nella gestione della materia”.