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Ilva, Manganaro (Fiom-Cgil): “Navighiamo nelle nebbie”. Toti: “Oggi interlocutorio, tornare ai tavoli”

Roma. “Navighiamo nelle nebbie” è questa la sintesi che Bruno Manganaro Segretario Generale Fiom Cgil Genova fa dell’incontro di oggi a Roma su Ilva. L’incontro infatti è stato solo informativo e non c’è stato modo di approfondire né la questione occupazionale, né l’applicazione dell’Accordo di Programma per lo stabilimento genovese.

“Se si vuole risolvere la questione Ilva – aggiunge Manganaro – il Governo deve chiarire se la gara è legittima oppure no e deve convocare un incontro tra Mittal, sindacato e Governo nel pieno del suo ruolo, tavolo di confronto che affronti seriamente le questioni legate al futuro del Gruppo, dei suoi lavoratori e del rispetto dell’Accordo di Programma per Genova”.

Un incontro, quindi, che non ha spostato nulla nel complesso quadro Ilva, e che secondo i partecipanti è stato solo “informativo”, mentre le necessità sono quelle di arrivare ad una contrattazione vera e propria sulle varie questioni in discussione.

“Quello di oggi su Ilva a Roma è stato un tavolo interlocutorio e non di negoziato che dovrà tornare ai suoi tavoli definiti – ha dichiarato Giovanni Toti – Come Regione Liguria invieremo al Ministro Di Maio, nelle prossime ore, le nostre ulteriori osservazioni sul piano ArcelorMittal”.

A Genova, tra le priorità, rimangono il destino occupazionale dei lavoratori e l’accordo di programma del 2005, che con la chiusura degli impianti a caldo, lanciò la riqualificazione delle aree di Cornigliano, strategiche sia per il quartiere stesse, che per tutta la città

“Abbiamo potuto vedere che Mittal ha implementato ulteriormente il suo piano, sia industriale che ambientale – ha aggiunto il governatore – le Associazioni presenti hanno fatto domande, così come il Sindaco di Genova che ha chiesto informazioni specifiche sulla città. Al termine il ministro Di Maio ci ha chiesto di inviare ulteriori informazioni via mail, cosa che faremo nelle prossime ore”.

“E’ evidente che il negoziato dovrà tornare ai suoi propri tavoli – ha concluso Toti – ovvero per quanto riguarda le relazioni industriali a quello tra azienda, governo e sindacati e poi quello di Genova sull’accordo di programma del 2005 che ha chiuso le aree a caldo con tutti gli obblighi che ne discendono per la Pubblica Amministrazione e per le imprese genovesi, infine quello di Taranto sul piano di ambientalizzazione del quartiere”.