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Da Ilva alla Rinascente, fino a Piaggio: ecco i nodi del lavoro a Genova

Genova. “Purtroppo le cose che denunciamo da anni dovremo ripeterle, anche se sembra di essere noiosi – spiega Ivano Bosco, segretario della Camera del Lavoro di Genova – ma se non si trovano soluzioni la situazione resta quella”. Il tempo passa ma i problemi restano e, ancora una volta, alla vigilia della pausa estiva, tornano tutte le problematiche occupazionali. A partire proprio del tema delle acciaierie. 

“Ilva è la madre di tutti i problemi – spiega – sopratutto dal punti di vista industriale. Una vicenda molto significativa perché a oggi non abbiamo ancora avuto risposte dal governo. L’esecutivo si è impegnato a discutere con Mittal sia la parte occupazionale che quella ambientale, e questo era ciò che chiedevamo noi. Naturalmente vorremmo vedere i risultati”.

Ma le questioni aperte sono molte, prosegue Bosco, è riguardano i temi non solo industriali. “È sceso un velo di silenzio sulla vicenda Rinascente ma ricordiamo che, prima della fine dell’anno la struttura chiuderà è le persone impiegate nel punto vendita perderanno il lavoro”. 

“Poi ci sono le vicende portuali, che hanno un forte tasso di occupazione. In questi giorni abbiamo lo sciopero degli autotrasportatori che rivendicano una cosa che sembra semplice e fuori moda  e che è la dignità. Le banchine portuali in questi anni hanno tenuto in piedi l’economia genovese ma, ricordiamo, mentre macinano i record di traffici vediamo lavoratori in forte sofferenza”.

“Abbiamo la vicenda Piaggio – continua – che non è stata ancora definita. Anzi ora vediamo l’uscita di lavoratori. Vedi o che l’azienda sta chiamando alcuni dipendenti per dare incentivi all’uscita”. 

Genova non vive solamente di scivoli è di feste, spiega il segretario ma “Finito il momento della gioia bisogna pensare veramente a come può, questa città produrre. E se vogliamo portarla a un livello demografico importante serve del lavoro”. 

Il dialogo con le istituzioni, comunque, prosegue e, ad esempio, sul progetto di Ilva, sia la Regione Liguria che il comune di Genova sono stati al fianco del sindacato per rivendicare l’accordo di programma anche se la palla rimane al governo. “Noi siamo abituati bene a Genova – conclude a Bosco – visto che le istituzioni, sui problemi del lavoro, hanno sempre marciato al fianco delle organizzazioni sindacali. Quando parliamo di occupazione troviamo sensibilità, meno, invece, quando parliamo di altri temi. Ma questo è noto”.