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Fondazione Fulgis e le modifiche ai contratti, la versione del Comune di Genova

"L’intento è sottoscrivere un nuovo contratto integrativo nel prossimo mese di settembre, più schematico, più preciso e che vada a premiare il merito" dicono gli assessori Fassio e Piciocchi

Genova. Gli assessori Francesca Fassio e Pietro Piciocchi intervengono in relazione ad articoli apparsi sulla stampa in merito alla disdetta del contratto integrativo vigente presso la Fondazione Fulgis, che raggruppa i due istituti paritari Deledda e Duchessa e quello privato Dis.

“Sorprende leggere che la disdetta di un contratto integrativo, ormai datato, sottoscritto per l’anno scolastico 2016/2017 e rinnovato automaticamente per il 2017/2018, appaia come una novità, scrivono in una nota. Che prosegue.

“Nel mese di luglio è stata concordata con le Rsu presenti nella fondazione stessa, con lo scopo e l’intento di sottoscrivere un nuovo contratto integrativo nel prossimo mese di settembre, più schematico, più preciso e che vada a premiare il merito – si legge – il consiglio d’indirizzo in più riprese, non ultimo durante la riunione di commissione dell’11 giugno nell’aula del consiglio comunale, aveva già manifestato apertamente l’opportunità e l’importanza di dover intervenire in un accordo integrativo non più in linea con le politiche di revisione di patti ormai superati e di riduzione dei costi”.

“Nessun taglio quindi agli stipendi ma una rivisitazione del salario accessorio – precisano gli assessori Francesca Fassio e Pietro Piciocchi – che in Fulgis rappresenta una tantum corrisposta nel mese di luglio di ogni anno, rimodulato con nuovi criteri. Pertanto appare alquanto falso e tendenzioso sostenere che in Fulgis nulla sarebbe cambiato nel merito, dopo gli incontri pubblici avuti recentemente”.

La controreplica del Pd. “Le precisazioni degli assessori comunali ci lasciano ancor più preoccupati – si legge in una nota del gruppo Pd a Tursi – i due assessori intervengono sulla questione, forse anche a nome del direttore di Fulgis, Paolo Gozzi, firmatario della lettera inviata ai sindacati nella quale si comunicava la decisione di non rinnovare il contratto. Al direttore Gozzi suggeriamo innanzitutto di considerare come fondamentale il confronto sindacale, fondamentale e garantito in un sistema democratico, prima di pensare di intervenire sullo stipendio dei lavoratori”.

A questo proposito Fassio e Piciocchi parlano di rimodulazione. “Questo non ci tranquillizza – affermano i dem – aspettiamo perciò che parta al più presto il tavolo con le organizzazioni sindacali e le rsu e che venga con urgenza convocata una commissione consiliare sul tema. Soltanto i rappresentanti dei lavoratori potranno rassicurarci”.