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Fibra ottica, nei 1000 cantieri neppure un’impresa edile genovese. Cablato il 30% delle strade

Il Comune di Genova e Open Fiber, la società che si occupa del cablaggio, sigleranno presto un accordo per migliorare standard qualità dei lavori e per provare a coinvolgere più aziende del territorio

Genova. 60 milioni di euro, 441 chilometri di scavi, per oltre 1000 cantieri eppure nessuna impresa edile genovese è oggi coinvolta nella grande opera della posa della fibra ottica nel capoluogo ligure. La denuncia è arrivata questa mattina a palazzo Tursi, durante un commissione consiliare sul tema, dall’associazione di categoria Ance.

L’obbiettivo di Ance, ma anche dei sindacati e del Comune di Genova, è quello di introdurre dei meccanismi che possano favorire le aziende del territorio nei punteggi delle gare d’appalto. Che, per inciso, non sono effettuate dal Comune, né da Open Fiber, il gruppo partecipato al 50% da Enel e al 50% da Cassa depositi e prestiti e impegnato a cablare il Paese, ma dalle aziende su cui Open Fiber si appoggia. Alpitel, Cobra, Site sono le principali. Un triplo passaggio che complica non poco i rapporti e la gestione della partita.

“Queste aziende affidano i lavori con un minimo rialzo – spiega Giulio Musso, presidente di Ance Genova – e chi le vince pratica dei prezzi che sono circa il 20% inferiori a quelli di mercato, prezzi troppo bassi per essere accettati da imprese con un buon standard di qualità”. Tra le aziende che si stanno occupando di perforare le strade di Genova per ampliare la rete dell’internet veloce non ce ne sarebbe neppure una locale, continuano da Ance. “Non solo – aggiunge Musso – spesso si tratta di ditte che nascono ad hoc, e poi magari chiudono prima di pagare conti al ristorante o in albergo, o prima di smaltire adeguatamente il materiale di scavo”. Accusa molto pesante che fa il paio a quanto raccontato anche dal presidente del municipio Ponente, Claudio Chiarotti, che ha riportato come sulle alture di Voltri sia stata trovata una discarica abusiva con del materiale che sembrerebbe, appunto, “fibra”.

In questi mesi il Comune di Genova ha perfezionato un protocollo d’intesa con Open Fiber (e con Tim, che segue altri scavi propri) che, oltre a definire meglio le modalità e i livelli di qualità che dovrebbero essere rispettati da chi porta avanti i cantieri della fibra, cerca di tutelare il “made in Genova”. “Contiamo di arrivare alla firma definitiva nel giro di un paio di settimane – dice l’assessore comunale ai Lavori pubblici Paolo Fanghella – la carta includerà alcuni punti importanti, introduce tecniche che miglioreranno la qualità dei lavori di copertura provvisori, migliori modalità ripristino definitivo con la possibilità che possa occuparsene direttamente Aster, e poi tenteremo di coinvolgere maggiormente le imprese genovesi”.

Intanto è stato fatto il punto sull’andamento dei lavori. A presentarlo in aula rossa una vecchia conoscenza del consiglio comunale, l’ex assessore al Traffico della giunta Vincenzi Simone Farello, da qualche tempo responsabile per Open Fiber degli affari istituzionali per il Nord Ovest, per la prima volta sugli scranni di Tursi in qualità di audito. “Il piano prevede 11 lotti per 441 chilometri – ha spiegato – di questi ne sono stati effettuati 142, l’obbiettivo è concludere entro il 2019”. Un obbiettivo che l’assessore Fanghella prevede poco raggiungibile. “Secondo noi ci vorranno almeno altri due anni”. Intanto i cantieri sono quasi ultimati nel ponente, dove mancano alcune asfaltature definitive e lo scavo dei “braccetti” di collegamento con gli edifici e le case degli utenti.

fibra ottica cantieri creuza

In questi mesi si sta procedendo con la posa della fibra ottica in Valpolcevera e dalla Foce all’estremo levante, oltre che in Val Bisagno. Il centro storico e il centro saranno “aggrediti” per ultimi. “Qui cercheremo di scavare il meno possibile – continua Farello – visto il pregio delle aree e per evitare conflitti con la Sovrintendenza”.

La commissione di questa mattina era stata richiesta per via delle criticità emerse nei mesi scorsi – leggi: lavori fatti male, tubature di gas e acqua forate per errore, asfaltature poco precise – ma dall’avvio dei cantieri, l’estate 2017, si è verificata solo una denuncia per questioni di vincoli di belle arti non rispettati. Nessuna denuncia invece da parte di privati cittadini. Inoltre le sanzioni per irregolarità nei cantieri, comminate dalla polizia locale, sono in progressivo calo. D’altronde, 1000 cantieri sono difficili da tenere sotto controllo. “Servirebbero 50 agenti solo per quello – afferma Fanghella – inoltre alcuni cantieri aprono e chiudono nel giro di 24 o 48 ore”.

Da quando è sbarcata a Genova, Open Fiber (che ha assorbito la genovese Metroweb) ha ampliato l’organico fino a 20 addetti e generato un indotto di 350 persone (esclusi gli operai dei cantieri edili).