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L'analisi

Dimissioni Serafini, Terrile (Pd) teorizza la “solitudine dei moderati”

Secondo il consigliere dem l'addio dell'assessore alla Cultura è sintomo della trazione leghista presente in Comune, come altrove

elisa serafini

Genova. “Le dimissioni dell’assessore Serafini sono un fatto politico, che non va derubricato a incompatibilità caratteriale o all’animo scorbutico del sindaco. Elisa Serafini, per le idee che ha sempre professato e che in questo anno ha sostenuto in giunta, rappresenta un area politica ben definita, quella destra liberale e moderata che crede nell’Europa, che in campo economico diffida del protezionismo sovranista, e in campo sociale difende i diritti civili e non strumentalizza il fenomeno migratorio. Una destra civile e moderata che a Genova non ha più spazio, schiacciata tra la strapotere della Lega e una Forza Italia modello Toti che ne è divenuta subalterna”.

Questa l’analisi, all’indomani del terremoto in giunta a palazzo Tursi, di Alessandro Terrile, consigliere comunale del Partito Democratico. Terrile elenca i tanti provvedimenti di destra “leghista”, dalle multe a chi rovista nella spazzatura, ai daspo urbani, al patrocinio negato al Gay Pride alla delibera “anti-kebab”.

“Per questo, anche per questo, le dimissioni di Elisa Serafini non sono una buona notizia – dice, andando oltre le divergenze comunque forti sulle politiche culturali (da Villa Croce alla cancellazione del festival Cresta) tra Pd e l’assessore. Ex assessore.

“L’isolamento dei moderati – conclude Alessandro Terrile – non è un fulmine a ciel sereno, ma è la conseguenza di quell’inseguire la Lega che è stata la principale strategia di Forza Italia a Genova e in Liguria”.

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