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Corteo del 30 giugno, Anpi chiama Bucci: “Nessuna violenza”, e prende le distanze dall’intervento del fondatore di Potere operaio

Al sindaco e all'assessore Garassino: "Amministrazione ha voluto alzare la tensione, ma corteo è stato un momento di democrazia"

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Genova. “Le uniche zecche in corteo erano quelle disegnate sui cartelli ironici dei partecipanti” scrivono dall’Anpi all’indirizzo dell’assessore comunale alla Sicurezza Stefano Garassino e al sindaco Marco Bucci, quando il corteo antifascista del 30 giugno 2018 a Genova si può ormai considerare archiviato senza effetti collaterali per la città.

Mentre Garassino compare a Pontida, alla festa della Lega, con una “sospetta” maglietta a righe (verdi, va da sé), e il consigliere comunale delegato Sergio Gambino (colui che ha sollevato il problema della carovana antifascista in consiglio, nonché il protagonista dell’episodio della commemorazione dell’Rsi a Staglieno) scherza su Facebook chiedendo ai propri contatti che cosa stessero facendo – di altro – mentre il corteo del 30 giugno era in piazza, Anpi tira dritto senza cedere a ulteriori provocazioni e parla della manifestazione di sabato come di un successo.

“Non possiamo che essere felici di quanto abbiamo visto nelle strade di Genova, il pomeriggio del 30 giugno. Un corteo forte, ricco di persone di colori, di età – dalle famiglie con i bambini agli studenti e agli anziani – tutti convinti che, così com’era stato quel 30 giugno del 1960, la città debba ritrovarsi nella condivisione di valori comuni che si riferiscono alla Resistenza, quella che ha dato alla città la medaglia d’oro posta sul gonfalone del Comune, e alla Costituzione”, scrive Anpi.

L’associazione partigiani, che era in piazza insieme agli altri, accusa l’amministrazione comunale, o almeno alcuni suoi rappresentanti, di avere “tentato di alzare la tensione” e il sindaco di non aver preso, ancora una volta, posizione sul tema dell’antifascismo “Alla domanda della vigilia se avesse partecipato o meno al corteo, ha risposto che doveva informarsi. Curioso, signor sindaco, che una persona della sua levatura non conosca la storia della città di cui è primo cittadino!”

L’Anpi chiarisce anche la questione delle schermaglie con Genova Antifascista, altro protagonista della giornata, per l’invito a Oreste Scalzone, uno dei fondatori di Potere operaio e fuggito in Francia per non essere arrestato con l’accusa di essere un sovversivo. Scalzone ha tenuto un intervento tra la folla. “Il suo intervento non è sttao concordato con nessuno, e comunque non è avvenuto dal palco”, precisa l’Anpi, definendo Scalzone “un esponente delle formazioni extraparlamentari di anni che hanno visto l’Italia vivere lutti e sì, vere divisioni”.

“L’antifascismo non può avere bandiere che confliggono – continua il comunicato – nessuno è più antifascista di un altro solo perché porta l’asticella più in là. La nostra, invalicabile, è quella della Costituzione”. Come ha ricordato Carlo Smuraglia, presidente emerito dell’Anpi nazionale.