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Comune, due settimane per un certificato di decesso, Pd: “A Genova non si può morire”

L'opposizione chiede conto dei disservizi dovuti al cambio di software e alla possibile carenza di personale

Genova. “A Genova non si può morire”, l’attacco provocatorio del consigliere comunale Pd Alessandro Terrile all’amministrazione civica riguarda alcuni pesanti disservizi registrati negli ultimi giorni negli uffici Anagrafe del Comune. “Almeno due settimane per ottenere un certificato di morte, documento indispensabile per avviare le procedure burocratiche a seguito del decesso di un familiare – chiarisce Terrile, che ha presentato un’interrogazione in consiglio che però non è stata discussa – a causa della carenza di personale e della sostituzione del sistema informatico”.

I due elementi, secondo l’accusa del Partito Democratico a Tursi, stanno producendo un vero e proprio caos con gravi danni per i cittadini”. I problemi riguardano anche altri uffici, secondo il testo dell’interrogazione, dal rilascio delle carte d’identità a quello dei certificati on line, che è sospeso da alcune settimane. L’11 giugno scorso il Comune di Genova ha adottato un nuovo software che consentirà il passaggio dell’ente all’Anagrafe nazionale dove confluiranno, informatizzati, i dati di tutti i comuni italiani.

Il cambiamento del programma ha creato problemi a molti dipendenti tanto che i sindacati della funzione pubblica hanno dovuto organizzare assemblee per discutere delle criticità legate al passaggio. Sia i sindacati sia il Pd invitano l’amministrazione a potenziare il personale degli uffici Anagrafe. “Una priorità non più rinviabile”, conclude Alessandro Terrile.