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Cinghiali, agricoltori sul piede di guerra: “Da Regione misure inefficaci”

La richiesta è quella di aprire un tavolo di crisi

Genova. Per gli agricoltori liguri i danni provocati dagli ungulati sono all’ordine del giorni, e rappresentano oramai una vera e propria emergenza.

Per questo motivo la C.I.A Liguria (Confederazione Italiana Agricoltori) passa all’attacco, chiamando in causa Regione Liguria: “L’ente regionale deve farsi carico dei danni causati dalla fauna selvatica, essendo questa materia di sua competenza, e affrontare il problema in maniera diversa, dato che le soluzioni messe in atto fin qui sono state tutt’altro che risolutive”

A parlare è il presidente Aldo Alberto, presidente della sezione ligure, che attraverso una nota stampa torna sull’argomento, nella stagione in cui i fatti “precipitano”.

«L’assessore Mai deve prendere atto che le soluzioni introdotte con le recenti modifiche alla legge regionale non sono idonee a ridurre i danni arrecati dai cinghiali, e ha il dovere di ricercare nuove soluzioni – rincara Stefano Roggerone, presidente di Cia Imperia, in rappresentanza di un territorio particolarmente interessato dal fenomeno -. Da anni sosteniamo che il problema della crescita incontrollata degli ungulati è dipeso dalla gestione dell’attività venatoria; tutti sanno che, per anni, gli animali sono stati regolarmente foraggiati e nulla è stato fatto, da parte degli organi preposti, per contrastare quella che è ormai diventata una consuetudine».

La richiesta degli agricoltori è quella di aprire al più presto un tavolo di crisi sulla materia per trovare soluzioni alternative. “Dopo il provvedimento del governo, che ha dichiarato anticostituzionale la nostra norma, siamo rimasti con soli 23 agenti a livello regionale – ha risposto a breve giro l’assessore all’Agricoltura e alla Caccia Stefano Mai – Accolgo la proposta di un tavolo di crisi per affrontare con determinazione un problema che si trascina da ormai troppo tempo in Liguria, ma mi aspetto un lavoro di squadra da parte di tutte le parti coinvolte e proposte fattive”.