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Caos Banca Carige, Malacalza si dimette dal cda: “Mio ruolo deligittimato”

La decisione diffusa attraverso in comunicato stampa: "Per Carige Il mio impegno continua"

Genova. Non si ferma il “polverone” in Banca Carige: dopo le ultime dimissioni delle scorse settimane, tra cui quella del presidente Tesauro, Vittorio Malacalza comunica la propria intenzione di rimettere il suo ruolo da consigliere all’interno del Consiglio di Amministrazione.

“Ho ieri preannunciato al Consiglio di Amministrazione di Banca Carige l’intenzione di rassegnare le mie dimissioni da consigliere, riservandomi di darne successiva formalizzazione con dettagliata motivazione – scrive in una nota stampa – Ho rappresentato al Consiglio di Amministrazione che tale decisione è stata tra l’altro determinata dalle recenti dimissioni di altri consiglieri e dai contenuti delle stesse, nonché dal tentativo dell’Amministratore Delegato di delegittimare il mio ruolo di supplenza del Presidente nell’incontro con la stampa dello scorso 3 luglio, nel quale, anziché smentire la voce di supposte obiezioni della BCE a tale ruolo di supplenza, la ha accreditata con una risposta evasiva e ambigua, nella quale ha comunque affermato la “anomalia” della mia posizione”.

Le scintille tra Malacalza e Fiorentino sono tante, e l’azionista di maggioranza non si risparmia in stoccate: “La mia decisione è stata inoltre determinata dalla divulgazione dell’intercettazione della conversazione telefonica tra il sig. Luca Parnasi e il dott. Paolo Fiorentino, che ha assunto per me particolare significato alla luce del fatto che quest’ultimo, proprio nei giorni immediatamente precedenti all’arresto dell’avv. Lanzalone, mi riferì di averlo incontrato, decantandomene le qualità professionali”.

Ma Malacalza non “molla l’osso”: “In ogni caso intendo continuare a impegnarmi in favore di Banca Carige, nella piena fiducia delle sue potenzialità di consolidamento e rilancio grazie allo sforzo dell’azionariato che ha assicurato il successo del recente aumento di capitale, alle altre operazioni di rafforzamento patrimoniale già attuate, alla capacità e dedizione dei suoi dipendenti e alla vicinanza e fedeltà della sua clientela”.