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Azzurre, delusione finale: il quinto posto va alla Russia

Il Setterosa cede per 14 a 8 e si classifica sesto

Rapallo. Il Setterosa termina al sesto posto la 17ª edizione dei campionati europei di pallanuoto femminile, alla piscina Picornell di Barcellona.

Battuta dalla Russia per 14 a 8, paga la diversa intensità di gioco, l’insufficiente percentuale in superiorità numerica (5 su 15 più due rigori falliti contro 4 su 8) ed una difesa apparsa più vulnerabile del solito. Avanti 3-2, poi 4-3 a inizio secondo tempo, l’Italia subisce due break di 4 a 0 che portano le avversarie prima sul 7-4, poi sull’11-6 e sul massimo vantaggio di 13-7 con un gol di Ryzhkova, che da centrovasca sorprende al suono della sirena Gorlero accecata dal sole. Nel mezzo due rigori non sfruttati da Bianconi e Garibotti e molta imprecisione al tiro. Nell’ultimo periodo la Russia gestisce i 30 secondi di possesso, spesso rinunciando al tiro, mentre le azzurre non riescono ad accorciare abbassando sensibilmente anche la percentuale in superiorità numerica.

Migliore marcatrice dell’incontro è Simanovich con quattro gol tra le nove giocatrici russe di movimento a segno; per le azzurre doppiette di capitan Queirolo, Bianconi ed Emmolo e reti di Garibotti ed Aiello.

La partita è stata segnata da stati d’animo raccolti tra delusione, rammarico e voglia di rivalsa dopo le sconfitte di entrambe che hanno precluso l’accesso alla zona medaglia. L’Italia (argento olimpico e bronzo uscente) paga la sconfitta con la Grecia (7-6) e il pareggio con l’Olanda (6-6) nel girone e l’eliminazione contro l’Ungheria (8-7); le ex sovietiche (bronzo olimpico e mondiale) i ko di misura con Ungheria (8-7) e Spagna (12-11) nella prima fase e con la Grecia (11-10) nei quarti di finale. Tutte partite giocate alla pari e determinate da dettagli che sottolineano l’equilibrio tra le big europee.

Dopo 25 anni dal successo di Leeds 1993 torna sul trono d’Europa l’Olanda, che vinse le prime tre edizioni della rassegna continentale nel 1985, 1987 e 1989. Le orange, d’argento le ultime due volte, battono la Grecia per 6-4 con una difesa blindata e le doppiette di Megens e van der Sloot. Avanti 2-0, 5-3 e 6-4 a 3’49 del quarto tempo, non consentono alle elleniche di segnare per 16 minuti e dal 3-3 allungano e controllano. Per la Grecia è il terzo argento dopo il 2010 e 2012; per l’Olanda la 12ª medaglia (5-4-3) che la rende la più titolata della storia continentale davanti al Setterosa (5-2-2).

Bronzo alle padrone di casa della Spagna. Le vicecampionesse del mondo battono l’Ungheria campione uscente per 12-6 e tripletta di Gual Rovirosa. La partita, arbitrata da Paoletti, è sempre condotta dalle iberiche che partono con un perentorio 4-0 e raggiungono perfino l’11-3.

Il commento del ct Conti: “Il bilancio non può essere positivo perché non abbiamo vinto nessuna delle partite giocate contro le squadre di prima fascia. Però l’Europeo dice che, malgrado la fase di rinnovamento, siamo al livello di tutte le altre, così come dice che dobbiamo continuare a lavorare per migliorare gli automatismi e diventare più cinici in fase offensiva. Sia lo staff sia le ragazze conoscono il percorso da affrontare. L’obiettivo stagionale era duplice: conquistare una medaglia e inserire nel gruppo ragazze che garantissero ciclicità. Siamo riusciti ad allargare la rosa, non a salire immediatamente sul podio. La partita con la Russia ha un peso relativo. Le ragazze hanno provato a giocare con intensità; sotto nel punteggio hanno un po’ mollato. Tra un anno ci presenteremo ai Mondiali con maggiore equilibrio e solidità”.

Il tabellino:
Italia – Russia 8-14
(Parziali: 3-3, 3-5, 1-5, 1-1)
Italia: Gorlero, Tabani, Garibotti 1, Avegno, Queirolo 2, Aiello 1, Picozzi, Bianconi 2, Emmolo 2, Palmieri, Gragnolati, Dario, Lavi. All. Conti.
Russia: Verkhoglyadova, Vakhitova 1, Prokofyeva 2, Karimova 1, Borisova, Gorbunova 2, Serzhantova 1, Simanovich 4, Timofeeva, Churzina 1, Ivanova 1, Rizhkova 1, Karnaukh. All. Gaidukov.
Arbitri: Dutilh-Duman (Ned) e Santos (Por).
Note. Uscite per limite di falli Gorbunova e Borisova nel quarto tempo. Superiorità numeriche: Italia 5 su 15 più 2 rigori falliti; Russia 4 su 8.

Foto di Andrea Staccioli