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“Via Almirante”, Fratelli d’Italia al lavoro per intitolare strada al fondatore del Msi

L'indiscrezione confermata dal capogruppo Alberto Campanella

Genova. Potrebbe arrivare anche a Genova nelle prossime settimane la proposta di Fratelli d’Italia di intitolare una piazza o una via a Giorgio Almirante, storico segretario del Movimento sociale italiano, nonché generale della Repubblica di Salò.

Ad una mozione del genere starebbe lavorando Alberto Campanella, capogruppo in consiglio comunale di Fratelli d’Italia, secondo quanto rilanciato dall’agenzia Dire.

“Sulla scorta del successo della mozione a Roma- afferma alla ‘Dire’ il consigliere di maggioranza – vogliamo replicare qui a Genova un’identica mozione per far avere al grande politico italiano un giusto riconoscimento. Ci auguriamo che la mozione possa essere accettata da tutti, maggioranza e opposizione, nello spirito che ha accompagnato Giorgio Almirante nella sua attivita’ politica”.

Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, “Almirante ha avuto avversari politici e non nemici. Superfluo ricordare l’inaspettato omaggio alla camera ardente di Enrico Berlinguer, successivamente ricambiato dalla sinistra italiana. Questa e’ la politica di un tempo, che oggi un po’ manca, e a cui dobbiamo fare riferimento per un futuro diverso nel Comune di Genova, non dico ecumenico ma di fattiva collaborazione tra maggioranza e opposizione, che in alcuni casi si è già vista”.

La mozione al momento non è ancora stata calendarizzata, ma l’indiscrezione arriva a pochi giorni dalle manifestazioni del 30 giugno, cosa che potrebbe suscitare non poche polemiche: Giorgio Almirante, classe 1914, prima di essere segretario del Msi, fu militare delle milizie della Repubblica Sociale Italiana.

Tra le prime reazioni, quella del Partito Democratico Genovese: “La proposta dei consiglieri comunali di Fratelli d’Italia di intitolare a Genova, a pochi giorni dal ricordo del 30 giugno 1960, una via a Giorgio Almirante è una vergognosa provocazione alla città e alla sua storia. Provocazione che respingeremo con la necessaria determinazione nelle sedi istituzionali”.