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Il “quasi” premier Carlo Cottarelli a Genova per presentare i “Sette peccati capitali dell’economia italiana”

Incontro a palazzo Ducale con l'esperto di spending review e presidente del consiglio incaricato, che poi ha lasciato spazio al governo M5S-Lega

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Genova. Avrebbe potuto essere, a questo punto, il presidente del consiglio di un governo tecnico, invece Carlo Cottarelli ha, senza battere ciglio, rinunciato all’incarico datogli dal presidente Mattarella e ha lasciato spazio al governo M5S-Lega.

Ma lui, Carlo Cottarelli, già noto nel nostro paese per essere uno dei padri putativi della spending review, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e docente alla Bocconi, non è uscito di scena. Anzi, torna da scrittore, con un libro “I sette peccati capitali dell’economia italiana” che sarà presentato mercoledì 20 giugno alle 18 nella sala del maggior consiglio di palazzo Ducale.

“L’economia italiana è cresciuta poco negli ultimi vent’anni. Ha accelerato un po’ nel 2017, ma hanno accelerato anche tutti gli altri paesi – si legge nelle quarta di copertina – Se fosse una corsa ciclistica, sarebbe come rallegrarsi di andare più veloci senza accorgersi di avere iniziato un tratto in discesa. In realtà, anche in discesa il distacco dal gruppo sta aumentando”.

Perché l’economia italiana non riesce a recuperare? Secondo Carlo Cottarelli esistono alcuni ostacoli molto ingombranti. Sono i sette peccati capitali che bloccano il nostro paese: l’evasione fiscale, la corruzione, la troppa burocrazia, la lentezza della giustizia, il crollo demografico, il divario tra Nord e Sud, la difficoltà a convivere con l’euro.

Quali sono le cause di questi peccati? Davvero commettiamo più errori degli altri paesi? Ma, soprattutto, ci sono segnali di miglioramento e speranza per il futuro?

Dopo un’esperienza decennale da dirigente del Fondo monetario internazionale, Cottarelli torna in Italia e risponde a queste domande con un linguaggio semplice ma rigoroso. Dimostra che se i segnali positivi sono ancora parziali e moltissimo resta da fare, la precarietà che impedisce la nostra ripresa non è legata a un destino che siamo costretti a subire.

Un saggio necessario che guarda al futuro con realismo, ma anche con una consapevole fiducia. Correggere i nostri errori e smettere di peccare è ancora possibile. Ecco perché nel nostro paese la crisi sembra non finire mai.

L’incontro è realizzato da Banca Carige e Arca Fondi SGR, e insieme all’autore intervengono Paolo Fiorentino, Amministratore Delegato di Banca Carige, Ugo Loser, Amministratore Delegato di Arca Fondi SGR. Modera Andrea Cabrini, direttore di Class CNBC.