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Spettacolo, il Comune spegne il festival Cre.sta. Gli organizzatori: “Nessuno ci ha detto perché”

Dopo cinque edizioni arriva lo stop della pubblica amministrazione, l'assessore Serafini: "Abbiamo destinato fondi pubblici a progetti per villa Croce, potranno organizzarlo con fondi privati"

Genova. La sesta edizione del Festival Cre.Sta non ci sarà. La civica amministrazione, infatti, non ha dato il via libera all’evento che da 5 anni a questa parte ha riempito per qualche giorno il “buco urbano” dei Giardini Baltimora, meglio conosciuti come Giardini di Plastica, e arricchito altre location come Villa Bombrini a Cornigliano o alcune zone del centro storico.

Ad comunicarlo gli stessi organizzatori, il collettivo Arbusti, con un post su Facebook: “Nessuno ci ha detto nulla, ma questo silenzio da parte dell’assessore Serafini pare un segnale chiaro – si legge nel comunicato – Ci abbiamo creduto e ci abbiamo provato, disposti anche ad armonizzare la programmazione con alcune esigenze della nuova amministrazione soprattutto per quanto riguarda la creazione di eventi anche pomeridiani fruibili da tutta la cittadinanza”.

La kermesse musicale e artistica, in questi anni ha costituito “il palco” di molte realtà indipendenti genovesi e non, organizzato tecnicamente dal Comune, ma pensato e “riempito” dalle idee di artisti genovesi associati. Un momento di inizio estate che “ha attivato processi di riqualificazione urbana, ha fatto stare bene le persone, ha creato contaminazioni artistiche. Che ha fatto conoscere fuori dai confini cittadini una Genova diversa, piena di talento e di creatività sensibile”.

Insomma, il Cre.Sta era uno spazio per forme emergenti e indipendenti di comunicazione artistica, che passava dalla musica, alla danza, alle arti visive, e all’artigianato: “Siamo convinti che la città si debba interrogare profondamente su quello che sta succedendo a livello culturale – scrivono ancora i ragazzi del collettivo in chiusura del comunicato – Una città che guarda esclusivamente al turismo, al decoro e al marketing territoriale di massa, rischiando di perdere la propria identità”.

Sono tanti i primi commenti della comunità genovese a questa notizia: sui social, e non solo, è palpabile il dispiacere e la sorpresa per la scelta dell’amministrazione. E non sono in pochi a legare la vicenda ai colori politici della giunta, a cui forse non sono “graditi spazi di cultura indipendente”, si legge on line.

Gli organizzatori ricordano come abbiamo più volte chiesto spiegazioni e di poter parlare con l’assessore Serafini: “Purtroppo anche la semplice richiesta di ascolto è stata disattesa – concludono – ancora una volta sono i giovani a perdere, privandoli di spazi di espressione e respiro”.

Assessore Serafini che, contattata da Genova24, spiega: “Noi abbiamo destinato i fondi pubblici a Villa croce, dove c’è un progetto di riqualificazione importante che non può essere rimandato, e avremo comunque 42 festival in città sostenuti da sponsor privati, avessimo più fondi faremmo tutto. Quello che possiamo fare per il futuro impegnarci a trovare più sponsor”. “Nel frattempo – conclude Serafini – forse Arbusti potrebbe organizzare l’evento con sponsor loro”.

La prima risposta, oltre al comunicato, è il lancio dell’hashtag #sulacresta per una campagna di sostegno e protesta contro la decisione del Comune di Genova.

(Foto di Riccardo Botta)