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Ilva, Fioramonti (M5S): “Se a luglio Mittal e sindacati non trovano accordo, lavoreremo per chiusura e riconversione”

L'ira della Fiom genovese: "Governo non è spettatore, si assuma responsabilità"

Genova. “Il potenziale viceministro di Luigi Di Maio dovrebbe evitare di dire furbescamente che in questa fase il governo sta alla finestra rispettando il confronto tra Mittal e sindacati perché è il governo che ha fatto il bando di gara, ed sono i loro predecessori al governo che hanno fatto l’accordo segreto con Mittal. Il governo deve convocarci e dire se quell’accordo per loro vale visto che noi lo giudichiamo negativo e quali intenzioni ha sul futuro dell’Ilva e sulla produzione dell’acciaio”. E’ la reazione del segretario della Fiom genovese Bruno Manganaro all’intervista rilasciata questa mattina alla trasmissione L’Aria che Tira da Lorenzo Fioramonti, deputato M5S e consulente economico di Luigi Di Maio, nonché il pole position per la poltrona i viceministro allo sviluppo economico. Fioramonti questa mattina aveva spiegato che “se a luglio dovesse esserci un non accordo noi dialogheremo con le realtà locali, la regione il comune e i sindacati per fare all’Ilva un’altra cosa”.

Il deputato M5S dopo avere definito l’Ilva “un fallimento finanziario” ha garantito che “lavoreremo perché nessuno perda il posto di lavoro. Li metteremo a fare altre cose a cominciare dalle bonifiche invece di buttare dei soldi per tenere in piedi un mostro che distrugge quei soldi li daremo direttamente a un organismo che bonifichi e riconverta”.

La replica della Fiom di Genova è dura: “Come ho già detto, se la loro intenzione è chiudere Taranto, con inevitabili ripercussioni su tutti gli stabilimenti d’Italia possono chiamare l’esercito perché non glielo consentiremo. Da oggi tutto ciò che succede in Ilva è merito o colpa dell’attuale Governo che ne è proprietario”..

Nel pomeriggio il ministro dello sviluppo economico Luigi di Maio è intervenuto sul tema dicendo che sarà fatto da lui nessun annuncio prima di incontrare proprietà e parti sociali e che qualsiasi decisione sarà presa con responsabilità e attenzione, non davanti alle telecamere, non in un’intervista”.

Anche la Fim Cisl interviene sul caso-Fioramonti: Genova. “Non ci stupiscono le parole di Fioramonti, d’altra parte la sua posizione rispetto all’Ilva è nota da tempo – dice il segretario ligure Alessandro Vella – La campagna elettorale è finita ma forse Fioramonti è rimasto nel loop comunicativo della rete e come altri esponenti del governo a giorni alterni evocano la chiusura dell’Ilva per poi fare un passo indietro a seconda del contesto”.

“Scaricare responsabilità istituzionali del governo sulla pelle dei lavoratori è purtroppo un refrain che sa di vecchio e non di governo governo del cambiamento – prosegue Vella – il Governo giallo-verde spieghi chiaramente usando un linguaggio chiaro ai 20 mila lavoratori e alle loro famiglie cosa intende fare su Ilva”. Per la Fim Cisl “la produzione dell’acciaio può, come accade in tutta Europa, essere resa compatibile con la salute e l’ambiente applicando le migliori tecnologie oggi disponibili. Il nostro Paese importa acciaio dalla Germania in una fase in cui tutte le nostre aziende hanno bisogno di acciaio – commenta ancora Vella – Lasciamo al professore le sue teorie benaltriste e confidiamo nel buon senso e nella ragionevolezza del Ministro Di Maio. Noi le idee le abbiamo chiare e siamo pronti a sederci ad un tavolo di confronto per trovare soluzioni che salvaguardino i lavoratori l’ambiente e lo sviluppo della siderurgia in Italia”.