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Genova “meravigliosa” viaggia a 5G. “Serve una nuova cultura digitale”

Genova. Dalla rete 5G, che da Erzelli, promette il Sindaco, si estenderà anche in altre pari della città, alla pubblica amministrazione 4.0, passando attraverso una forte opera d formazione che potrà portare nuove prospettive professionali ai nostri giovani.

Genova si interroga sulla “Urban digital trasformation” chiamando a raccolta imprese, startup e pubblica amministrazione. “Noi vogliamo fare la Genova 5.0 e vogliamo essere avanti un passo sul fronte che guida – dice il sindaco, Marco Bucci, citando un modo di dire statunitense – ma per farlo bisogna cercare di passare attraverso l’educazione soprattutto dei giovani. Il 4.0 vuol dire, utilizzare la tecnologia per raggiungere i nostri obiettivi, che sono quelli di una grande città, la prima del mediterraneo”.

Per arrivare a questo, però, servono alcuni strumenti fondamentali, che devono partire proprio da una nuova cultura digitale. Serve una forte opera di formazione, come sottolinea l’assessore allo sviluppo economico, Giancarlo Vinacci, per fornire giovani preparati alle imprese hitech “che a Genova trovano un valore aggiunto, quello di un basso turn over, con personale – spiega – che non scappa dalle aziende dopo due anni”.

Formazione che deve attraversare anche tutto il comparto degli uffici pubblici, attraverso una “Scuola dell’amministrazione 4.0” e gli strumenti di “smart working” ricordati dall’assessore al personal, Arianna Viscogliosi. “Dobbiamo metterci al lavoro tutti insieme imprese, formatori e ordini professionali – conclude Emanuela Arata, saggio del Sindaco per innovazione e tecnologia – per diventare una sorta di maestro Manzi del 2018. Perché il digitale non è solo un nuovo modo di fare impresa ma diventa fondamentale per qualunque mestiere una persona decida di fare