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Crisi economica o culturale? Chiudono i battenti l’ultima libreria della Val Bisagno e L’Albero delle Lettere

Marassi Libri era stata aperta 5 anni fa in corso De Stefanis, mentre il 7 luglio festa d'addio per la libreria di Canneto il Lungo specializzata in libri per bambini

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Genova. Una adolescente e una bambina. 13 e 5 anni. Energiche, sveglie, bellissime. Ma non ce l’hanno fatta. Sono due librerie genovesi. “L’Albero delle lettere” – nel centro storico – e “Marassi Libri”, in periferia, che proprio in questi giorni annunciano un’imminente chiusura.

E se è vero che, almeno nei caruggi, altre librerie esistono e resistono (e anzi, nell’ultimo anno c’è stata anche qualche nuova apertura), nelle delegazioni la sopravvivenza di negozi indipendenti che incentrino il proprio business su una merceologia come il libro è sempre più complicata. Ed è un brutto segno per una città.

L’Albero delle lettere, in Canneto il Lungo, è stato aperto nel 2005 da Stefania Usai con un obbiettivo ben preciso e che mai è stato perso di vista: essere un negozio specializzato in letteratura per bambini e ragazzi, tanta illustrazione, una sezione dedicata al grande Bruno Munari, ed edizioni difficili da trovare in altre librerie.

Il 7 luglio ci sarà “Ciao Albero”, una festa di chiusura, lanciata da Letizia Iannacone, illustratrice romana trapiantata a Genova, grande amica della libreria e che invita “tutti gli affezionati, i nostalgici e i lettori che sono passati da qui e si sono sentiti a casa, tra splendidi libri illustrati a prezzo speciale e la consueta deliziosa accoglienza, a salutare la libraia (che, oh si, ci mancherà) che ha letto e legge per prima tutti i libri e poi li consiglia, quella persona che ci mette il cuore e trasforma un luogo qualunque in un punto di ritrovo”.

Non c’è ancora una data di chiusura definitiva, ma la strada tracciata è quella, per Marassi Libri, in corso De Stefanis, creatura di Natascia Mameli, nata nel 2015. Appassionata lettrice, Natascia, aveva scelto di prendersi cura del suo territorio così, con una libreria che di fatto era rimasta l’unica vera e propria libreria della Val Bisagno.

“A malincuore devo annunciare che la mia avventura con Marassi Libri sta volgendo al termine – scrive oggi su Facebook – E’ stata un’esperienza eccitante e terrorizzante allo stesso momento, e non me ne pento. Purtroppo però sento le fatiche fisiche e mentali diventare troppe per poter continuare. Mi spiace soprattutto perché credo di aver creato qualcosa di bello, un punto di riferimento per il quartiere e per tutti coloro che sentono quel bisogno interno di evadere e conoscere, che è contemporaneamente altruismo e egoismo allo stato puro. Quella pratica che gli altri chiamano ‘leggere’ ma che noi sappiamo essere molto di più. Spero di poter trovare qualcuno che abbia la mia stessa passione (e una schiena meno scancasciata della mia) e che voglia cogliere il testimone, nonostante il periodo non proprio florido”.