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Bracciante ucciso in Calabria, oggi presidio di solidarietà davanti alla prefettura

L'ha organizzata il sindacato di base Usb, con cui Soumayla Sacko collaborava nella battaglia per i diritti dei lavoratori migranti

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Genova. “Basta morti, difendiamo il diritto dei braccianti di vivere e lavorare con dignità”, questo lo slogan con il quale il sindacato di base Usb, questo mercoledì 6 giugno alle 17e30, effettuerà un presidio di fronte alla prefettura, in largo Lanfranco a Genova, per l’assassinio di Soumayla Sacko, sindacalista che collaborava proprio con l’Usb per le battaglie sui diritti dei lavoratori agricoli.

Il bracciante originario del Mali è stato assassinato, e altri due braccianti feriti, nelle campagne di Vibo Valentia qualche giorno fa. L’uomo stava aiutando altri connazionali a recuperare, in una fabbrica abbandonata da anni, pezzi di lamiera per tirare su baracche di fortuna, ricoveri che diventano infernali sotto il sole del Sud, dove riposare dopo anche 12 ore di lavoro nei campi a salari irrisori.

“Non è la prima volta che nel nostro paese braccianti immigrati vengono presi di mira dalla criminalità organizzata – scrive l’Usb indicando a suo parere l’origine del delitto – che difende la proprietà agricola da chiunque osi mettere in discussione condizioni di vita e di lavoro che neppure le bestie conoscono”. Gli inquirenti hanno escluso che, invece, l’omicidio possa essere legato a motivazioni razziali.

L’Unione sindacale di Base da anni pone al centro della sua attività l’organizzazione degli sfruttati, nelle fabbriche come nelle campagne, come nella logistica, dove l’assassinio di Abd El Salam lo scorso anno ha dato il via alla campagna ‘Schiavi Mai’. “Dobbiamo reagire con fermezza a questo ennesimo brutale assassinio, Soumayla Sacko è vittima di un clima di intolleranza alimentato a dismisura durante la campagna elettorale e che ha portato l’assassino a ritenersi autorizzato a scaricare il suo fucile su tre giovani braccianti immigrati e Matteo Salvini a diventare il nuovo Ministro dell’Interno, e la cui prima dichiarazione nei confronti dei migranti è stata “La pacchia è finita””, conclude il sindacato.

Alla manifestazione aderisce anche Potere al Popolo Genova che sarà, con altre realtà, a Roma alla manifestazione nazionale del 16 giugno.