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Antisemitismo, l’appello dei settecento al sindaco Bucci: “Valori e senso civico alla base di ogni strategia amministrativa”

Dopo le frasi antisemite è stato scritto dall'avvocato Filippo Biolè. Sarà consegnato al sindaco accompagnato da una lettera con tutti i firmatari

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Genova. Oltre settecento firme in una settimana di genovesi politicamente ‘trasversali’ che si sono sentiti “offesi dal mancato sostegno del Sindaco Marco Bucci alla Comunità Ebraica di Genova” dopo il post di odio razziale pubblicato e poi rimosso dall’ex responsabile di Lealtà Azione Genova Giacomo Traverso.

L’appello è stato scritto dall’avvocato Filippo Biolé subito dopo che il sindaco Bucci a cui la comunità ebraica aveva chiesto una presa di posizione chiara, aveva liquidato la vicenda dicendo che non bisognava “dar peso a queste cose” e anche di non conoscere il movimento Lealtà Azione, il che ha suscitato qualche dubbio visto che la commemorazione ai caduti di Salò a cui partecipò il consigliere Gambino con fascia tricolore era stata organizzata proprio da Lealtà Azione e aveva provocato due settimane di polemiche.

“Se il mio Sindaco, in nome della città intera, sollecitato dalla Comunità Ebraica non vuole o non può condannare espressamente l’indegnità di quelle parole allora è la città che dovrebbe sentire la necessità di farlo al posto suo – Sento il bisogno urgente, da cittadino genovese e da ebreo, di sapere di non far parte di una comunità antisemita” ha scritto Biolé nell’appello sottoscritto da imprenditori, cittadini comuni, politici di centro sinistra soprattuto ma anche, come emerge dai commenti sotto il post originario da chi ha sostenuto e sostiene la giunta Bucci ma è rimasto perplesso dal sostanziale silenzio del primo cittadino. La raccolta firme non è ancora chiusa: “In questo giorni ho riscontrato molta cautela ma anche molto interesse quindi ho deciso di tenere aperto l’appello ancora un po’ – spiega Biolè – dopodiché lo invierò al sindaco accompagnato da una lettera che cantiene anche i nomi di tutti i firmatari”.

Cosa dirà al sindaco? “Che fare il sindaco di una città non è come fare l’amministratore di un’azienda o di un condominio – spiega l’avvocato – oltre alla visione strategica a cui lui fa riferimento c’è tutto un sistema di valori che tiene insieme una comunità e di cui il sindaco deve farsi portatore. Voglio mostrargli quante persone, genovesi e non, nella scala dei loro valori, a qualsiasi altro aspetto antepongono il rispetto reciproco e il senso civico, che trovano la massima realizzazione nella protezione delle differenze e dei diritti delle minoranze, valori che dovrebbero essere la vera solida base di qualsiasi strategia amministrativa di una città che voglia dichiararsi libera, moderna e democratica e che aspiri realmente ad avere prospettive di progresso”.

Tra i settecento firmatari nomi noti e meno noti, da Alessandro Terrile a Walter Massa, da Ariel Dello Strologo a Gianni Pastorino, ma anche Manuela Carena, vicepresidente di Federmoda che ribadisce di sostenere la giunta Bucci. Mario Ghiglione, commercialista e tra i candidati di centro destra sottoscrittori del Manifesto per la famiglia

E scorrendo tra le centinaia di “mi piace” all’appello non si può non notare con un certo stupore quello del consigliere Sergio Gambino citato nell’appello proprio per la partecipazione alla commemorazione di Salò. D’altronde, lo stesso Gambino il 30 maggio aveva scritto ‘l’antisemitismo è un cancro’ con tanto di like dello stesso Traverso che nel frattempo era stato denunciato dalla digos e poi querelato dalla comunità ebraica.

Chi volesse ancora aderire all’appello può lasciare nome e cognome sotto il post di Filippo Biolé sulla sua pagina facebook.