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Aeroporto di Genova, per il 2019 si punta su Praga e l’est Europa

Ma non solo, tra gli obbiettivi dello scalo: sviluppare i voli con Germania e Danimarca, confermare collegamenti con Tel Aviv e Scozia. "Ma gli enti di promozione turistica devono fare di più" dice il direttore commerciale Sirigu

Genova. E’ appena iniziata la stagione estiva dell’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova ma la società che gestisce lo scalo è al lavoro per proseguire, anche l’anno che verrà, nel segno della crescita e dell’aumento di destinazioni e passeggeri.

“Siamo impegnati su due fronti – dice il direttore sviluppo commerciale e comunicazione di Aeroporto di Genova spa – uno è lavorare per i genovesi intenzionati a partire anche in inverno per mete vacanziere, c’è ad esempio molta attenzione su una destinazione come le isole Canarie, l’altro è quello di incoming e siamo intenzionati a sondare il terreno sull’area dell’est europeo”.

Un’area vasta che va dall’Ungheria alla Polonia, dalla Russia di San Pietroburgo all’Ucraina alla Repubblica Ceca, dove i turisti hanno buona capacità di spesa e viaggiano in tutti i periodi dell’anno. In particolare, verso la metà di giugno, i vertici dell’aeroporto di Genova saranno impegnati in un meeting che potrebbe essere decisivo per arrivare a una meta popolare (anche per le partenze dei genovesi) come la città di Praga.

Altro fronte di sviluppo, la trasformazione di voli charter estivi in voli stabili. “Liverpool, Edimburgo, Glasgow – continua Sirigu – possono diventare mete vere e proprie se operate da vettori leader”. Tra gli obbiettivi possibili anche l’intensificazione del collegamento con Tel Aviv.

Da aggiustare, invece il tiro, sul Nord Europa. “I voli da e per la Germania, o quello da Copenaghen potrebbero funzionare molto di più – spiega il direttore sviluppo commerciale del Colombo – ma in tal senso è necessario che le istituzioni e i loro enti di promozione facciano un lavoro massiccio sull’estero e provino ad agganciare un maggior numero di tour operator, altrimenti i nuovi voli rischiano di essere occasioni mancate. “Inoltre si può fare di più con le crociere – aggiunge Paolo Sirigu – sfruttare la collocazione di Genova come hub del Mediterraneo”.

Occasioni di crescita economica, per Genova. L’aeroporto ha calcolato che tenendo conto della media di 200 euro di spesa giornaliera procapite dei turisti arrivati dall’estero in aereo, nel 2017 si sono generati a Genova affari per 800 mila euro e nel 2018 si supererà abbondantemente il milione. Lo scorso anno i turisti sbarcati al Colombo hanno creato un indotto che si è tradotto in 11 mila posti di lavoro full time equivalent.