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A tu per tu con Guido Poggi

L'ormai ex tecnico del Baiardo analizza serenamente l'addio agli amati 'draghetti'

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Genova. “Quando vengono a mancare i presupposti per condividere un comune obiettivo, è giusto farsi da parte…”.

Comincia così, la chiacchierata con Guido Poggi, il tecnico ‘per antonomasia’ del Baiardo, da lui portato nuovamente in Eccellenza.

Chi scrive ha avuto la fortuna e l’onore di conoscere il tecnico genovese, al corso allenatori, svoltosi, ahimè, nel lontano 1991, a Voltri, al quale erano iscritti anche Toninho Cerezo ed il compianto Gianluca Signorini.

Già da allora, si percepiva lo spessore umano e professionale del tecnico, che ha svolto una bella carriera calcistica, allenando – per ben tredici anni – nel settore giovanile della Sampdoria, anni che vanno a sommarsi ai 35 che ha vissuto con la’pelle’ del ‘pianeta’ Baiardo.

Stima ed amicizia ci consentono di andare subito ‘al punto’, con la domanda diretta… ‘Guido svelaci il segreto di Pulcinella e raccontaci come effettivamente è andata’.

“La mia è stata una scelta sofferta e difficile… il Baiardo, in tutti questi anni, ha rappresentato, per me, una seconda casa. Lascio una società ottimamente gestita, cui mi legano tanti affetti… amici, giocatori, dirigenti, come ‘il mitico’ Gardella, con cui ho vissuto pagine di vita e di calcio, che niente e nessuno mi potrà portare via”.

Vieni al punto, Guido, lo rintuzziamo, scherzosamente…

“Era necessario che lo facessi io, il primo passo, di fronte ad opinioni troppo divergenti, sotto l’aspetto tecnico, al punto di sembrare abissali… E’ questo il motivo che mi ha impedito di andare avanti… Così, peraltro, la separazione è meno dolorosa, in quanto è avvenuta al termine di un campionato vinto ed una Coppa Italia, persa solo ai rigori, con l’Alassio... Insomma abbiamo sfiorato una storica doppietta, che avrebbe reso indimenticabile l’annata… ma anche così, credo che nessuno si possa lamentare”, dice con un sorriso, che lascia trasparire soddisfazione…

Parliamo di futuro?

“Non nego di avere avuto dei contatti importanti… uno riguarda il settore giovanile di una società professionistica, ma sto valutando con molta attenzione gli interessanti programmi di una società genovese, che sono in linea con il mio modo di intendere il calcio... Una cosa è certa: allenerò in una piazza, che mi consentirà di presentarmi al campo, con tanto entusiasmo ed il piacere di condividere un progetto umano e calcistico comune, in perfetta sintonia con la dirigenza”.

Ripensando all’identikit tracciato dal direttore sportivo Fabrizio Barsacchi, nell’intervista di ieri, ci punge vaghezza, che la piazza in parola possa essere quella di Molassana… ma nemmeno la ultratrentennale amicizia riesce a ‘far cantare’ Guido Poggi, il suo volto è una sfinge, da cui non trapela, in questo  caso, nemmeno un sorriso acquiescente…

Okay, Guido, aspetteremo la notizia ufficiale… tanto sarà “una signora” squadra…