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Sestri Levante, il “dottor Brenner” di Stranger Things dà qualche anticipazione sulla terza stagione

L'attore, celeberrimo anche per la sua interpretazione in Full Metal Jacket, è il presidente della giuria del Riviera International Film Festival di Sestri Levante

Sestri Levante. “Il mio personaggio, il Dottor Brenner, è come una Ferrari. Nonostante quello accaduto nel finale della seconda stagione, Brenner è ancora vivo. I fratelli Duffer useranno il mio personaggio come una macchina di lusso ferma in garage, pronta a ripartire al momento giusto”. A dare qualche anticipazione sulla attesissima terza stagione della serie tv Netflix, Stranger Things, è Matthew Modine che, nella serie, interpreta uno dei cattivi più ambigui, il “papa” amato e odiato dalla giovane Eleven (Undici) Millie Bobby Brown.

Modine è presidente della giuria Film del Riviera International Film Festival di Sestri Levante. Oggi, davanti al pubblico della rassegna dedicata ai registi under35, ha ripercorso le proprie orme, tra il trentennale di Full Metal Jacket e, appunto, la terza stagione di Stranger Things.

Il Riviera International Film Festival, nato dalla passione per il cinema e per la Liguria del produttore di Los Angeles Stefano Gallini Durante, fondatore e presidente dell’appuntamento, e del direttore esecutivo Vito D’Onghia, il Riviera International Film Festival è realizzato con il sostegno di Regione Liguria, del Comune di Sestri Levante con Mediaterraneo Servizi e del Comune di Portofino. Sestri Levante si prepara così a ospitare cinque giorni di proiezioni di film e documentari, masterclass, panel, conferenze e cerimonie.

“Penso che aprire il festival ai documentari sull’ambiente sia una grande scelta perché, ricordiamoci sempre, quando piantiamo un albero non lo facciamo per noi, ma per i nostri figli. Conosco molto bene l’Italia: l’ho girata da Catanzaro all’estremo nord. Ma è la prima volta che vengo in Liguria, ed è sempre un gran piacere scoprire angoli nuovi di questo paese come Sestri Levante”, ha detto la star di Hollywoond.

E poi, sulla pellicola culto Full Metal Jacket. “Abbiamo da poco festeggiato i trent’anni dall’uscita – dice – ed è un film che insegna e fa vedere come qualunque aspetto della vita possa essere trattato con violenza. Dopo aver guardato guerre come quelle in Afghanistan o in Iraq, la speranza è che un giorno questo film ci insegni ancora a guardarci indietro, e a capire gli orrori che l’uomo compie attraverso la guerra. Il sogno, invece, è che un giorno sia la pace a dominare, e che questo film smetta di essere attuale, mostrando unicamente una passata assenza di coscienza”.