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Samp sconfitta dal Napoli, chiude la stagione al Ferraris con la “macchia” dei cori discriminatori risultati fotogallery

Dopo i cori del primo tempo e le lamentele di Sarri, la rete di Milik e l'esultanza poco sportiva sotto la Sud, ha scatenato la reazione dei tifosi blucerchiati, costringendo l'arbitro a intervenire

Genova. “Il prossimo anno credeteci come quest’anno ci abbiamo creduto noi”, lo striscione viene esposto in Gradinata Sud a risultato ormai acquisito: 0-2 per il Napoli (che comunque dice addio matematico allo scudetto) e corsa per l’Europa definitivamente archiviata per la Samp, dopo una partita difficile, in cui i blucerchiati sono riusciti a reggere per 72 minuti agli assalti del Napoli, ma a far discutere sarà sicuramente quello che è avvenuto al 30′ della ripresa, quando l’arbitro Gavillucci ha sospeso la partita per i cori razzisti verso i napoletani, con il presidente Ferrero che è sceso in campo per andare a placare gli animi. Molto probabile la sanzione per la società blucerchiata.

Primo tempo: un gol annullato, il fortino regge

Fuori Quagliarella, Zapata in panchina, la coppia d’attacco è Caprari-Kownacki con Ramirez trequartista. Nel riscaldamento si fa male Viviano, Belec parte titolare. In difesa Regini a destra, Andersen e Ferrari i centrali. Sugli spalti uno spettatore speciale: Christian Puggioni, con tanto di sciarpa blucerchiata.

Si comincia e già al 5′ il primo episodio: segna Mertens, il guardalinee alza la bandierina, silent check di Gavillucci, che annulla. L’episodio è molto dubbio, il colpo di testa che serve l’attaccante è di Andersen, l’unica ipotesi è che al var abbiano visto un tocco di mano di Mertens.

Il Napoli gioca, difficile per la Samp imbastire la solita trama di gioco, anche per il pressing molto alto della squadra di Sarri, pochissime le sortite blucerchiate, quella del 13′ arriva grazie a un errore di Albiol, che involontariamente di testa serve Caprari, ma il tiro-cross è largo e non è pericoloso.

Il Napoli sfrutta tutto il campo, nonostante la pioggia abbia reso il campo molto pesante soprattutto sulla fascia sotto i distinti e nel primo tempo sono diverse le conclusioni pericolose: al 17′ Albiol di testa su calcio d’angolo impegna Belec, che devia sopra la traversa. Ancora il portiere sloveno protagonista: al 24′ respinge di pugno il destro di Zielinski, mentre gli va bene tre minuti dopo, quando il destro a giro di Insigne esce di poco a lato.

I blucerchiati si svegliano solo sul finale di primo tempo: prima Linetty mette in difficoltà Hysaj, ma sbaglia proprio nel momento decisivo, in area di rigore, al 42′ Ferrari colpisce la traversa con un colpo di testa sfruttando il primo calcio d’angolo della partita.

Per tutto il primo tempo i cori contro la città di Napoli hanno imperversato, Maurizio Sarri lo fa notare al quarto uomo e a inizio ripresa lo speaker ripete più volte che in caso di reiterazione, la partita potrebbe essere sospesa.

I cori continuano, partita sospesa per qualche minuto

Nessun cambio nella ripresa e la Sampdoria ritrova le difficoltà del primo tempo, almeno inizialmente, con il Napoli in pressione addirittura in area di rigore avversaria, ma la pazienza è la virtù dei forti e a poco a poco i blucerchiati crescono, basta per esempio che Praet riesca a rubar palla a centrocampo per innescare Kownacki, il “polacchino” in velocità arriva al limite dell’area e prova a piazzare il sinistro, che termina a un niente dal palo (62′).

Pur giocando meglio, la Sampdoria concede una palla gol clamorosa, più per merito di Insigne e Mertens, che triangolano tra le linee in area di rigore, ma Belec dice di no, compiendo un miracolo (63′).

Nel momento migliore della Sampdoria il Napoli passa in vantaggio con Milik, appena entrato, che dal limite dell’area infila Belec, un po’ lontano dalla porta, con un gran tiro sotto all’incrocio dei pali. L’esultanza sotto la Sud, con il gesto delle mani alle orecchie, gli costa il giallo e gli insulti dello stadio, che riprende con i cori razzisti, l’arbitro decide di sospendere momentaneamente la partita. Il presidente Ferrero, sotto la pioggia, entra in campo per andare a calmare i tifosi, che non la prendono comunque molto bene. La partita riprende dopo qualche minuto di stop e il Napoli raddoppia con Albiol all’80’, capitalizzando di testa un calcio d’angolo.

Lo stesso Ferrero, nel dopo gara, tornerà sull’episodio: “Il calcio è amore e aggregazione, mi sono sentito in dovere di intervenire, che cosa racconteremo ai nostri figli? Questa gente non mi appartiene, siamo tutti italiani, tutti figli di Dio, noi allo stadio dobbiamo godere”. E se arrivassero sanzioni? “Non credo – ha risposto il presidente – noi siamo un’isola felice, e quando succede qualcosa fa più clamore”

La partita non ha più nulla da dire, ma gli animi sono comunque accesi e le ammonizioni di Hamsik, Ramirez e Linetty arricchiscono il taccuino di Gavillucci.

Sampdoria-Napoli 0-2

72′ Milik; 80′ Albiol

Sampdoria: Belec, Bereszynski, Andersen, Ferrari, Regini (81′ Strinic), Praet, Linetty, Torreira, Ramirez, Caprari (70′ Zapata), Kownacki (87′ Alvarez).

A disposizione: Tozzo, Sala, Stijepovic, Verre, Silvestre, Capezzi.

Allenatore: Giampaolo.

Napoli: Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Rui, Allan (81′ Rog), Jorginho, Zielinski, Callejon (67′ Hamsik), Mertens (71′ Milik), Insigne.

A disposizione: Rafael, Sepe, Maggio, Do Nascimiento, Ghoulam Diawara, Tonelli.

Allenatore: Sarri

Arbitro: Gavillucci di Latina

Ammoniti: Ramirez; Linetty (S); Milik, Hamsik (N)

Spettatori: 2.615 paganti, incasso lordo euro 38.805, 16.635 abbonati, rateo 168.477,44 euro.