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Renzo Piano a palazzo Ducale racconta la sua Genova, “nobile kasbah”

Con lo scrittore Maurizio Maggiani, ha discusso anche di "diradamenti nel centro storico" e di waterfront di levante

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Genova. “Il mare di Genova è un mare abitato, dalle navi, ma anche quando non lo è, ha la luce. Genova ha il mare a sud, e questo cambia molto perché questo vuol dire che tocca il mare e poi viene verso la città, con uno scintillio, che ha qualcosa di speciale”. È questa l’immagine del cuore di Genova secondo Renzo Piano, quella che il grande architetto ha voluto raccontare alle tante persone che hanno affollato l’incontro, a Palazzo Ducale, per il ciclo “Città di mare”, assieme allo scrittore Maurizio Maggiani.

renzo piano

Un momento per parlare del rapporto del mare e di quello con la città. “Nessuno guarda più la carta geografica ma Genova ha una fortuna incredibile – spiega – è in mezzo all’Europa, pur essendo in mare. Non se ne parla perché i genovesi sono così, non parlano di questo come non parlano della bellezza, forse per pudore. Ma la città ha una bellezza straordinaria, che è profonda, viene da lontano, e che ha a che fare con l’acqua, con il mare e con la pietra. Genova è una città di pietra e di acqua, una città straordinaria”.

L’incontro è stato anche l’occasione per parlare del waterfront. “La torre piloti è stata una grande ferita, un dramma così grande, che ha segnato la città e ricostruirla è, ovviamente, un gesto dovuto. Questa destinazione è quella finale e devo dire che non trovò strano che sia servito tempo per trovarla perché la città è ferita su questo tema. Adesso, però, la costruiamo”.

Un passaggio che rientra in un disegno complessivo, quello del waterfront di levante. “Il porto è una macchina straordinaria, un grande sistema – spiega – e ora ci stiamo occupando solo di una piccola parte, il cosiddetto waterfront di Levante. Questa è una porzione, ma è quella che può tornare alla città, attraverso un percorso che permette di trasformare aree industriali, o portuali, in pezzi di città” Anche perché il Porto di Genova resta sempre una grande forza, ricorda Piano.

Infine un’altra tema di grande attualità, quello dei diradamenti del centro storico. “Parlare di rammendo non vuol dire demolire per forza anche se, forse, qualche volta alleggerire può essere utile. Bisogna vedere caso per caso – spiega Piano – anche perché la bellezza dei quartieri di Genova è proprio quella di essere una nobile kasbah, oppure, come diceva Paul Valery, guardandola dall’alto, una cava di ardesia. Diradare quando è necessario e opportuno, e quando la storia della città lo consente – conclude – ma è molto difficile generalizzare su questo tema”.