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Povertà

Reddito di inclusione, a Genova presentate oltre 3600 domande. Boom in Valpolcevera

Oltre 1000 chiamate al numero verde attivato da Tursi, ma il 30% arrivano dal Sud Italia. Intanto il Pd attacca la giunta comunale: "Servono decisioni forti per permettere ai servizi sociali di lavorare"

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Genova. Sono 3.664 le domande di reddito di inclusione (Rei), la misura di contrasto della povertà introdotta dal governo per il 2018 in sostituzione del Sia, raccolte dagli uffici del Comune di Genova tra il 1 dicembre 2017 e il 30 aprile. Di queste, finora, poco meno del 25%, quindi 867, ha avuto esito positivo per almeno un mese di beneficio (tra i 187 e i 535 euro a seconda del nucleo familiare).

I dati sono stati forniti dall’assessore al Welfare Francesca Fassio durante la commissione comunale sull’attivazione del Rei. Boom di richieste nel municipio Valpolcevera, 835, se si pensa che il secondo – il municipio Ponente – ha visto la presentazione di 493 richieste (459 il Centro Ovest, 456 il Centro Est, solo 61 nel Medio Levante).

Alla commissione hanno partecipato anche le associazioni che si occupano di persone con problemi di povertà, l’ordine degli assistenti sociali e la Asl. “L’applicazione del Rei implica un grande sforzo da parte dei servizi sociali – afferma l’assessore Fassio – il sistema sta reggendo ma per il futuro servirà una profonda riorganizzazione, e qualche assunzione sarà inevitabile, inoltre porteremo avanti un tavolo con la Regione che finora è rimasta un po’ indietro nell’affrontare questo tema”.

Sono state oltre 1000 (1090 al 24 aprile) le chiamate al numero verde attivato dal numero del Comune per dare informazioni sul Rei. Il 30% circa delle telefonate arrivava da altre città. “Soprattutto Sicilia e Campania – spiega Fassio – perché il nostro numero era il primo risultato delle ricerche su internet sul tema”.

Le critiche. “L’assessore Fassio parla di riorganizzazione ma non ci spiega come, il numero di assistenti sociali a disposizione dei genovesi non può bastare per sostenere il gran numero di richieste, vanno prese decisioni forti”. La capogruppo del Pd in consiglio comunale Cristina Lodi è critica sulla strategia che la giunta sta portando avanti per gestire l’assegnazione del Rei, il reddito di inclusione, il cui tema è stato affrontato oggi durante una commissione consiliare. “Basti pensare – dice – che in Valpolcevera ci sono state oltre 800 domande e gli assistenti sociali sono soltanto 26”.

La preoccupazione è dettata dal fatto che il Rei, oltre a costituire in un beneficio in denaro, è condizionato all’adesione a un progetto predisposto con i servizi sociali, che dovrebbe aiutare nella ricerca di un lavoro e nella formazione.

Polemico il M5S, anche sulla misura in sé. “Il Rei c’è e va sfruttato al meglio – il commento del portavoce Luca Pirondini – ma a me risulta che sostituisca il Sia e l’Asdi per pari importo, 1,7 miliardi, cioè hanno cambiato il nome a due misure già esistenti senza aumentare i finanziamenti di 1 euro, insomma un’idea per scimmiottare il reddito di cittadinanza”.

I lavori della commissione servono da sponda anche per la minoranza in Regione. Pippo Rossetti, consigliere Pd, citando l’assessore Fassio, attacca: “Anche il Comune di Genova ritiene che la Regione Liguria non abbia sostenuto adeguatamente le amministrazioni locali sul Reddito di inclusione, il vigente Piano regionale sulla povertà non contiene indicazioni operative”.

La replica dell’assessore alla Sanità. “Il consigliere Rossetti ha sbagliato destinatario: anziché criticare la Regione, che ha approvato l’Atto di programmazione regionale per la lotta alla povertà in attuazione del decreto istitutivo del Rei (147/2017) pur in assenza di un Piano Nazionale, l’esponente del Pd si dovrebbe rivolgere al governo di centrosinistra ancora in carica che non ha ancora sbloccato la situazione. Il Piano Nazionale Povertà non è ancora stato approvato e, di conseguenza, non è ancora avvenuto il riparto delle risorse del Fondo nazionale alle Regioni”. Così la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale replica al consigliere del Pd Rossetti in merito all’attuazione del Reddito di inclusione.

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