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Se recitare la Divina Commedia è “figo” come cantare a un talent show: successo del liceo Mazzini alla “tenzone dantesca”

Un primo posto per il Paradiso e un terzo per l'Inferno per due studenti dell'istituto classico e linguistico di Sampierdarena

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Genova. “E quindi uscimmo a riveder le stelle” (Dante e l’addio). Questo è stato il tema della XI edizione della Tenzone Dantesca, organizzata il 3, 4 e 5 Maggio 2018 dal prestigioso Liceo G.B. Vico di Nocera Inferiore (SA), dove decine di liceali provenienti da 31 istituti di quasi tutte le regioni d’Italia si sono affrontati in una gara nazionale di memoria poetica i cui obiettivi sono quelli di rinnovare e incentivare lo studio della Divina Commedia, testo fondante l’identità culturale e morale del nostro paese.

La sfida verteva sui canti XXXIV dell’Inferno, XXVII del Purgatorio e XXXIII del Paradiso, rispettivamente per gli studenti del terzo, quarto e quinto anno. Il Liceo Mazzini ha partecipato con sei concorrenti, due per ciascuna cantica, appartenenti al Liceo Classico e al Liceo Linguistico, accompagnati dalla Professoressa Elena Romagnoli.

Jacopo Parodi della classe III D (quinto anno di Liceo Classico) si è classificato al 1° posto per Paradiso. Luca Rizzi della classe I B (terzo anno di Liceo Classico) si è classificato al terzo posto per l’Inferno. Anche gli altri concorrenti: Umberto Musso, Laura Pignoli, Giada Valeri, Edoardo Ravera hanno gareggiato con onore, sfiorando la finale o il podio.

Il percorso di preparazione si è articolato negli scorsi mesi prendendo avvio con la Gara di Selezione interna della Notte del Liceo Classico a gennaio, con una folta partecipazione di studenti e il vivo entusiasmo del pubblico che aveva seguito in maniera appassionata questa prima fase finalizzata a decidere i partecipanti del Mazzini alla Gara Nazionale.

“Sono convinta che oggi, nel terzo millennio, studiare a memoria le terzine della Divina Commedia abbia forse ancora più valore di un tempo – dice la professoressa Romagnoli – E se a farlo sono, con entusiasmo e convinzione, studenti di sedici, diciassette e diciotto anni ragazzi di oggi, spesso giudicati da noi adulti in modo sbrigativo, abbiamo una grande conferma del valore di questa proposta culturale”.

Altro aspetto non meno importante della competizione è stato anche quest’anno quello umano – relazionale: i ragazzi partecipanti sono stati ospitati dalle famiglie degli studenti nocerini e trattati come figli. Sono nate nuove e belle amicizie, reali, non virtuali E ciò ha contribuito a creare un clima di partecipazione e coinvolgimento che ha permesso di capire e approfondire ancor di più l’opera dantesca. “Perciò è stato ancor più commovente – continua la Prof.ssa Romagnoli – ascoltare Jacopo recitare l’ultima parte del XXXIII Canto del Paradiso: l’emozione della gara e del momento è stata tale che i presenti si sentivano di seguire il tratto finale del Viaggio straordinario del Grande Fiorentino, quasi presi per mano fino alla presenza di Dio evocata dagli ultimi versi del Poema espressi da Jacopo in modo tanto partecipe e coinvolgente!”.