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Perin: “Ero un guascone, sono diventato uomo, Genova sarà sempre casa mia” risultati fotogallery

Il portiere rossoblù ripercorre i suoi 10 anni al Genoa e si commuove quando dice: "Un giorno mia figlia mi chiederà perché è nata a Genova"

Genova. “Ci sono delle probabilità che vada via, non è così scontato come tutti credono, ma dopo tanti anni se dovessi andarmene, farlo senza salutare non sarebbe stato corretto”. Mattia Perin parla in sala stampa e non in zona mista e si commuove quando ripercorre i 10 anni passati a Genova: “Questa è casa mia, sono arrivato quando avevo 15 anni, ora ne ho 25 e sono padre, mia figlia è nata qui, un giorno mi chiederà perché sono nata a Genova – si interrompe per asciugarsi le lacrime – io devo dire grazie a tanti, il Genoa è stata una scuola giornaliera, ogni giocatore mi ha insegnato qualcosa, ma anche lo staff, chi lavora dietro le quinte, spero di aver dato qualcosa anche io. Sono passato da essere un ragazzino guascone a una persona equilibrata”. Rimpianti? “Non aver fatto tutte le stagioni come quella che ci ha portato al sesto posto, io sono altamente competitivo e ho sofferto tutto ciò, ma la corsa quest’anno era la salvezza e ce l’abbiamo fatta”.

Intanto è arrivata anche la convocazione nella nazionale targata Roberto Mancini: “Cercherò di lottare per la maglia più importante, siamo in tanti a essere lì a giocarcela, questo farà crescere tutti”. Un elogio anche per il settore giovanile e quello che potrebbe essere il futuro del Genoa: “Russo sta facendo ottime cose, è un giovane talento che dimostra la forza del nostro settore giovanile, senza dover andare a cercare in altri nidi”.

Se Perin ripercorre il passato, Ballardini analizza il presente per guardare al futuro: Pensavo che avremmo dovuto lottare fino alla fine, invece Benevento e Verona sono retrocesse con un po’ di anticipo e il Genoa è salvo da qualche partita, questa è la sintesi”. Sorride finalmente il mister, alla luce comunque di un risultato che non era così scontato si concede anche una battuta: “Abbiamo fatto il massimo, zero punti nelle ultime quattro partite, meglio di così…a parte gli scherzi ci siamo sgonfiati, dopo tanto rincorrere e tanta sofferenza, tensione, fame”. Per il mister la squadra nelle ultime gare ha dimenticato quelle prerogative che hanno consentito al Genoa di salvarsi: “Senza di esse diventiamo molto fragili, pecchiamo di personalità, durante la stagione le abbiamo comunque compensate con la compattezza con la fame, la grande unità che c’era nella squadra”. Almeno queste ultime quattro partite hanno consentito a Ballardini e alla società di avere un’idea più chiara su alcuni giocatori. In chiave mercato Ballardini ha chiesto espressamente almeno un giocatore di rinforzo per ogni reparto. L’arrivo di Criscito è visto dal mister come molto importante: “Il fatto che arrivi Mimmo è un messaggio forte, per tutti, significa che il Genoa vuole fare meglio la prossima stagione. È un giocatore molto importante, un segnale per tutti noi, per l’ambiente, per l’allenatore e i giocatori che vedono che il Genoa vuole migliorarsi”.

Criscito, che è sceso in campo come “testimonial” della maglia 2018-2019, replica: “Ringrazio tutti per l’accoglienza, sono felicissimo di tornare, non vedo l’ora di ricominciare a sudare per questa maglia”.