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“Lavori al 21,3 %: il Terzo Valico si può ancora fermare”. M5s contestati dall’assemblea No Tav

Presentati i dati aggiornati che "smentiscono la versione ufficiale". Alice Salvatore criticata

Genova. “Il mostro del Terzo Valico può ancora essere fermato, possiamo ancora salvare il nostro territorio e scegliere come investire meglio i soldi di tutti, per tutti”. E’ il messaggio uscito dall’assemblea pubblica organizzata dagli attivisti No Tav Terzo Valico di Genova e Alessandria ieri sera alla Claque di Genova.

Durante la serata si è anche consumata la rottura (definitiva?) tra No Tav e M5s, (in sala presente, tra gli altri, Alice Salvatore, capogruppo dei grillini in Consiglio regionale): l’accordo di governo con Lega non è stato “digerito” dagli attivisti, sia per la sostanziale retromarcia rispetto al fermare i cantieri, sia per l’essersi seduti al tavolo con la Lega, sottoscrivendo un “programma” considerato “repressivo, razzista e fascista”.

Un’assemblea partecipata da circa duecento persone, che ha fatto il punto sui lavori e cantieri, andando a sviscerare i dettagli che “rendono questa grande opera un progetto dannoso per l’ambiente e le persone, inutile dal punto di vista economico e fatto male dal punto di vista progettuale”.

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Tra le tante cose criticate si è parlato della gestione amianto, delle inchieste della magistratura sugli appalti truccati, delle previsioni di traffico sbagliate, del supposto intasamento delle linee ferroviarie, l’impossibilità di avere una linea dedicata sia al trasporto passeggeri e trasporto merci. Ma non solo: il quadro internazionale, con le scelte di investimento di chi le merci poi le trasporterà, i cinesi, che stanno già investendo a Trieste, “più vicina a Suez e già collegata nord Europa” e a Vado “dove a breve sarà inaugurata una nuova piattaforma logistica praticamente già terminata e collegata alla rete ferroviaria”.

Tutti i dati aggiornati che contestano nei dettagli la grande opera sono stati raccolti in un documento disponibile on line sul sito del movimento. Secondo i No Tav l’opera “si deve fermare e soprattutto si può fermare”: per gli attivisti le percentuali di completamento dei lavori che vengono annunciate “in pompa magna” sono “farlocche perchè calcolate sui soldi stanziati, ma sul sito web dell’opera si parla del 21,3 % di spesa fatta, e quindi di lavori realmente portati avanti. L’opera possiamo ancora fermarla”.

Durante il dibattito si è “celebrato il processo ai Cinque Stelle”, rei di aver “barattato anni di lotta all’opera per delle poltrone”, come più volte ripetuto durante la serata. Sotto accusa il contratto di governo, che smentisce i messaggi portati in città da Luigi di Maio durante la campagna elettorale sullo stop ai cantieri. Ma a non andare già agli attivisti è parimenti l’interlocutore stesso del documento, cioè la Lega di Matteo Salvini, considerata partito “razzista”.

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“Fin da quando il movimento ha mosso i primi passi, oltre ad essere uniti dalla contrarietà all’opera – ha detto Lorenzo Torielli, uno degli storici leader dei No Tav Terzo Valico genovesi – noi attivisti abbiamo condiviso e difeso i valori dell’antirazzismo e dell’antifascismo. Non possiamo sederci allo stesso tavolo con chi si siede allo stesso tavolo di fascisti e razzisti”. Applausi della sala.

Alice Salvatore è di seguito intervenuta, provando a spiegare le ragioni alla base delle scelte del M5s, confermando la propria contrarietà all’opera, ma è stata contestata. “Avete barattato la nostra lotta per provare ad arrivare alle poltrone – gli è stato risposto – Il “rapporto” tra No Tav e M5s finisce qua”.