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La rinascita di Pepito Rossi: “Sto bene, voglio dare il massimo”, ma sul futuro non si sbilancia risultati

La conferenza stampa del giocatore alle 18.45 dopo un pit stop all'antidoping più lungo del previsto

Genova. Si presenta in sala stampa alle 18.45, dopo un pit stop ben più lungo del previsto all’antidoping. Giuseppe Rossi si concede alle domande in sala stampa ancora emozionato per quello che è successo in Genoa-Fiorentina: “Sono contento, è stato veramente un mix emotivo notevole: ho segnato un gol dopo tanto tempo, sono stato in campo per 60-65 minuti, è stata dura non esultare, ho grande rispetto per la Fiorentina, per i tifosi, è stato giusto così, averlo segnato sotto la Nord mi ha fatto molto piacere. Mi sento bene, erano 13 mesi che non facevo più di mezz’ora, sono stanco e domani farò le mie terapie, pensando a Benevento”.

Sulla prestazione e la partita: “Stavo bene fisicamente, loro ci hanno fatto correre nel primo tempo, avevano sempre la giocata pronta, bisognava difendere bene, noi attaccanti abbiamo cercato di fare un po’ di pressing, ma loro sono stati bravi. Ho rivisto il gol ed è stato una grande giocata da parte di tutti, non dando punti di riferimento. Se siamo capaci di fare questo spesso avremo più soddisfazioni. Daremo il massimo sino a fine campionato, perché il pubblico, i tifosi, lo meritano”.

La rinascita del giocatore si sente dalle sue parole: “Mi sento bene, mi alleno bene, oggi ho fatto un grosso passo in avanti, il gol era un bonus, l’importante era essere in campo, aiutare i compagni, cercando il risultato”. Sul futuro però non si sbilancia: “Mancano due settimane di campionato e sto pensando solo di finire l’anno bene, di dimostrare ancora quanto valgo, perché voglio essere lì, protagonista, in queste due settimane cercherò di dare il massimo. Una parte di questo gol va anche allo staff tecnico dei preparatori e di chi fa riabilitazione, mi hanno fatto correre tanto, una parte è anche per Sir Alex Ferguson” (lo storico mister del Manchester United è ricoverato in ospedale dopo un’emorragia cerebrale ndr).