Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Ilva, Manganaro: “Difendere il lavoro in sicurezza anche tornando in piazza”

Impianti fermi a Cornigliano per lo sciopero di 24 indetto da sindacati e rsu dopo la morte del giovane operaio a Taranto

Più informazioni su

Genova. Ci sono solo gli addetti alla sicurezza degli impianti e i delegati che presidiano le portinerie oggi all’interno dell’Ilva di Cornigliano. Lo stabilimento è fermo dopo lo sciopero di 24 ore dichiarato dalle segreterie di Fiom, Fim e Uilm e dall’rsu dopo la morte a Taranto di un operaio 28enne che lavorava per una ditta di appalto.

“La rabbia contro l’ennesimo morto sul lavoro ha coinvolto tutti I dipendenti – spiega il segretario della Fiom genovese Bruno Manganaro – la riduzione dei lavoratori diretti in favore degli appalti, la messa in discussione dei diritti e del salario rende i lavoratori piu’ ricattabili e la sicurezza sul lavoro e’ l’ultimo problema delle imprese”.

Anche per questo secondo il segretario genovese della Fiom il confronto con Governo e Mittal non ha trovato la soluzione per Ilva: “E’ il merito e la qualità del lavoro che ci divide. Tutti devono essere occupati nella stessa impresa con gli stessi diritti, con i delegati ed un sindacato presente e organizzato. Questa è la migliore prevenzione per chi pensa che la produttività e il profitto possano essere ricercati sulla pelle e la vita dei lavoratori frammentati e ricattabili”.

Per la Fiom genovese occorre “difendere il lavoro e l’industria in sicurezza anche a costo di tornare n piazza come le segreterie sindacali confederali stanno annunciando in queste ore”.