Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Gronda di Ponente, Spanò (Verdi) scrive all’Ue: “Costi incerti, progetto esecutivo mancante, concorrenza e ambiente a rischio”

Il politico, storico esponente dei comitati contro la grande opera, ribadisce: "Rapporto costi benefici tutto da verificare"

Genova. Dissesto idrogeologico, rischio amianto per gli scavi, aumento delle tariffe autostradali: sono alcuni dei costi che il territorio e i cittadini genovesi dovranno pagare, secondo il coordinatore metropolitano dei Verdi Angelo Spanò, se sarà realizzata la cosiddetta “gronda di ponente”.

Il politico, storico esponente dei no gronda locali (nonostante una sua recente candidatura in coalizione con il Pd alle elezioni politiche), ha scritto una lettera ai commissari europei ai Trasporti, alla Concorrenza e all’Ambiente, per portare alla loro attenzione alcune possibili criticità del progetto.

“Si tratta – afferma Spanò – di un’opera costosissima, di dubbia utilità, devastante per il territorio, per realizzare la quale occorrerà applicare nuovi aumenti sull’intera rete, essendo previsto un rincaro di circa il 15% in dieci anni. La stessa Ue recentemente, con l’ok al prolungamento delle concessioni autostradali ha di fatto reso più semplice la realizzazione di infrastrutture come anche la “gronda di ponente”, a Genova (l’opera si finanzierà anche con i pedaggi).

Nella lettera del coordinatore genovese dei Verdi, indirizzata anche al presidente del consiglio Gentiloni, al ministro dei Trasporti Delrio e al presidente della Regione Liguria Toti, si citano alcuni interventi di esperti intervenuti nel dibattito pubblico sull’infrastruttura ribadendo che il “rapporto costi-benefici è pesantemente negativo inoltre – sottolinea Spanò – con il meccanismo del finanziamento dell’opera tramite l’allungamento delle attuali concessioni autostradali, si congela la libera concorrenza, assicurando agli attuali concessionari profitti per gli anni a venire”.

Nella lettera si cita anche il fatto che non sono chiari i costi dell’opera, passata da 3,2 a 4,8 miliardi, negli anni, e che Autostrade non abbia ancora presentato un progetto esecutivo, nonostante siano già in atto gli espropri dei cittadini “interferiti” dal tracciato. (ANSA)