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Giampaolo: “La politica della società deve essere chiara, altrimenti si rischia la delusione” risultati fotogallery

Il mister parla del futuro e dice parole pesanti

Genova. “Sul mio futuro? Peserà la comunicazione, farà la differenza. La politica della società deve essere chiara, altrimenti il campionato potrebbe sembrare deludente. Il sentiment qual è? Fa la differenza, che tipo di campionato è stato? Se è deludente perché non siamo andati in Europa League c’è un problema”. Le parole di Marco Giampaolo pesano in sala stampa dopo la sconfitta col Napoli, una partita che il mister liquida in poche parole nella sua analisi (“abbiamo fatto una partita dignitosa, seria, giusta, il Napoli è fuori categoria, ha perso solo una partita in trasferta, devi preoccuparti di star dentro la partita nei 90 minuti”).

“Si può anche ripartire da zero, con 20 giocatori diversi, io ci potrei stare, io farò le mie riflessioni, ognuno farà le sue. Io penso che la squadra abbia dato il massimo, ciò non toglie che bisogna avere l’ambizione di migliorarsi. Se passa il messaggio sbagliato di non aver creduto nella qualificazione europea, se siamo stati programmati per andarci e non ci siamo andati, allora le responsabilità sono le mie”.

Per Giampaolo è importante capire come ripartire: “L’ambiente non si accontenta, bisogna vedere se abbiamo la forza per lottare. Tolte le squadre principali devi essere la migliore di tutte le altre e siccome per quanto mi riguarda bisogna sempre lasciar l’odore e uscire dalla porta principale, io posso dire che a Genova sto bene, lavoro bene, a Bogliasco sono il padrone, lavoro al meglio, ma si deve valutare su tante altre cose. Posso stare a Genova, andare via o stare a casa. Se posso migliorarmi qui ci sto volentieri”. Inoltre stoppa le voci di mercato che lo volevano proprio verso il Napoli: “Non sono mai stato chiamato”.

Difende ancora i tifosi, che ancora recentemente gli hanno testimoniato tutto il loro affetto: “Sono stati il nostro valore aggiunto, quei 54 punti sono figli di questo sostegno” e sui cori di discriminazione territoriale minimizza: “Genova non è razzista, questa è la mia esperienza in due anni, probabilmente quei cori sono figli del gemellaggio che il Napoli ha con il Genoa, sfottò di gara, certo, si può evitare, ma siamo sempre dentro uno stadio, dove si fanno cose peggiori”.

In zona mista Vasco Regini analizza la stagione: “Il pubblico è stato il nostro valore aggiunto quest’anno, purtroppo ci è mancato qualcosa in trasferta, non era facile comunque, visto che non eravamo costruiti per l’obiettivo a differenza di altre squadre. Ci è mancato qualcosa in casa contro le piccole”.

Sul fattaccio dei cori di discriminazione territoriale Regini non ha dubbi: “Non si dovrebbero sentire cori di questo tipo: a volte capita di andare sopra le righe, la società è intervenuta direttamente e la situazione si è risolta in breve. Sarà difficile, ma comunque deve essere questa la politica per scardinare queste situazioni”.