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Gennaro Volpe alla guida dell’Entella: “Voglio vedere uno stadio pieno che incita questi ragazzi” risultati foto

Antonio Gozzi: "Una decisione dolorosa, ma la salvezza è ancora possibile"

Chiavari. La Virtus Entella ha sollevato dall’incarico di responsabile tecnico della prima squadra Alfredo Aglietti. “A lui e al suo staff (il vice Lazzarini e il preparatore atletico Sorbello) vanno i più sentiti ringraziamenti per l’impegno, la serietà e la correttezza dimostrati” si legge sul sito della società. La conduzione della squadra è affidata a Gennaro Volpe, attuale allenatore dell’Under 17.

Il presidente Antonio Gozzi ha commentato: “Una decisione dolorosa, ma la salvezza è ancora possibile, non vogliamo lasciare nulla d’intentato per provare a cambiare l’inerzia negativa che ha contraddistinto l’ultimo periodo. La scelta di puntare su Gennaro Volpe trova spiegazione nella sua crescita professionale evidenziata con i giovani, nel suo grande senso di appartenenza, nella sua conoscenza dei giocatori, nel suo essere uno di noi. Sarà un’impresa, ma Gennaro è un combattente nato e ha accettato immediatamente questa sfida. Specie nei momenti difficili le bandiere devono sventolare alte e lui è uno dei simboli della nostra Entella, che resterà, comunque, in futuro un grande patrimonio per i suoi valori non solo calcistici”.

Volpe lunedì 7 maggio ha diretto il primo allenamento dalle ore 15 al Comunale. “Bisogna che tutti insieme remiamo dalla stessa parte – ha dichiarato -, che siamo uniti per cercare un obiettivo che è importante non solo per la società ma per l’intera città. Siamo tutti consapevoli che in questa situazione c’è una responsabilità da parte di tutti. Cercare responsabilità solo nell’allenatore o nella dirigenza non è giusto, perché poi sono i giocatori che scendono in campo quindi è giusto che ognuno di noi, ognuno di loro, si prenda le proprie responsabilità in questo momento, perché se siamo in questa situazione colpe le hanno tutti”.

“Mi auguro veramente di cuore – ha proseguito Volpe – e faccio veramente un appello di vedere per una volta lo stadio pieno. Capisco la diffidenza, i malumori di una piazza che chiede sempre di più. Però non dobbiamo mai dimenticarci qual è la nostra realtà, da dove siamo partiti, i sacrifici che ha fatto un presidente che ha preso questa squadra dall’Eccellenza e l’ha portata in Serie B. Noi dobbiamo capire il valore che ha questo presidente, questa società in un contesto così importante. Quindi mi auguro veramente di vedere uno stadio pieno che incita questi ragazzi perché ne hanno bisogno. Questi ragazzi sabato daranno l’anima per questa squadra, perché è una cosa troppo grande, troppo importante non solo per loro ma per la società, per la città di Chiavari, perché giocare in Serie B, se ci avessimo pensato sette o otto anni fa, ci saremmo messi a ridere. Ora è una realtà e dobbiamo cercare di tenerla con le unghie e con i denti”.

“L’ho detto anche ai ragazzi – ha concluso il nuovo allenatore -: rimischiamo tutte le carte e chi vedo che ha voglia e che ha il sangue negli occhi, li guarderò in faccia uno a uno e in base a quello sceglierò con chi andare ad affrontare il Frosinone”.

Il direttore sportivo Matteo Superbi ha affermato: “Gennaro è uno di noi. Il tempo era ristretto, avevamo bisogno di una persona che conoscesse bene l’ambiente e la squadra e che potesse portare dentro anche un ulteriore attaccamento che hanno queste persone in questi momenti. Il presidente ha detto che nei momenti di difficoltà bisogna sventolare in alto le nostre bandiere e Gennaro è uno che ha costruito il passato e speriamo anche il futuro di questa società; è stato un punto di riferimento in campo ed è stato inserito nel nostro gruppo di lavoro perché oltre ad essere un bravo calciatore è una persona con dei valori straordinari, quindi quando all’Entella passano questo tipo di persone siamo ben felici di tenerli a lavorare con noi. Quindi ci è sembrata la cosa più naturale da fare; Gennaro ha accettato subito perché è uno di noi, quindi ha capito che c’era bisogno e si è messo subito a disposizione come fanno le persone di società, con una grande forza, un grande spirito e una grande energia perché, parlando con lui, lo sento molto carico e vedo che ha una grande occasione e ha accettato questa sfida sapendo che è difficile e che però gli può dare una grande risonanza”.

“Il primo segnale che abbiamo voluto dare è proprio alla squadra – ha proseguito – perché i giochi non sono fatti, ci sono sei punti ancora in ballo, il calcio ogni giorno ci insegna che ogni pronostico più difficile può essere sovvertito e quindi siccome noi teniamo tantissimo a rimanere in questa categoria abbiamo voluto far vedere che abbiamo fatto tutto il possibile per cercare di scuoterli, di preparare al meglio le prossime due gare, di provare ad invertire la tendenza dell’ultimo periodo. Il tempo è poco, quindi quando ci sono questi cambiamenti è logico che la cosa principale che si valuta è il cambiamento mentale. Si azzera tutto e in genere il nuovo allenatore porta una ventata di positività, di cambiamento, anche all’interno del gruppo si azzerano tutte le gerarchie e tutti gli equilibri”.

Facendo un passo indietro, le ultime parole di Alfredo Aglietti da allenatore della Virtus Entella sono state quelle dopo la partita persa a Salerno. “Il campionato non finisce oggi – ha detto -. Se anche avessimo pareggiato saremmo ancora lì. Sicuramente un punto per noi avrebbe fatto più morale che classifica, perché poi i ragazzi nello spogliatoio erano veramente affranti e disperati. Capisco l’amarezza, però non è il momento di cedere mentalmente adesso; dobbiamo assolutamente rimanere sul pezzo, preparare bene la partita di sabato e quella successiva, perché sarà uno scontro diretto a Novara e chissà: nel calcio quello che non hai fatto per quaranta partite magari lo raccogli in due. Dobbiamo avere un atteggiamento giusto, positivo e non pensare di aver già sprecato le occasioni. Oggi non siamo riusciti a far risultato, ce lo saremmo meritato; il calcio è fatto anche di episodi, la Salernitana l’ha sfruttato e noi no”.

“Ce la siamo giocata dall’inizio, non solo nel secondo tempo – ha aggiunto -. Non dimentichiamo che Petrovic ha avuto un’occasione e l’ha calciata fuori, come loro con il gol segnato da Bocalon; La Mantia nel primo tempo ha avuto due o tre palle, così come Troiano su un paio di tiri dal limite. Occasioni le abbiamo avute anche nel primo tempo, così come la Salernitana ha avuto le sue. La partita poteva finire 1-1, 2-2; sicuramente 0-0 avrebbe anche fatto comodo. Però è tutto un campionato in cui in situazioni particolari prendiamo gol come quella di settimana scorsa con l’Ascoli o a Venezia su un rimpallo o in altre situazioni in cui alla minima disattenzione e al minimo errore veniamo puniti. L’annata sembra storta, però abbiamo ancora il tempo per poterla raddrizzare: basta crederci, basta volerlo, basta non mollare perché abbiamo ancora il dovere di crederci fino alla fine per noi, come professionisti e come uomini, per la società, per i nostri tifosi perché se ragioniamo adesso di un’occasione persa sbagliamo. Occasioni ce ne sono ancora, ci sono due gare, dobbiamo giocarle alla morte”.

La squadra crea tanto ma non riesce a segnare. “È difficile dare una giustificazione o un motivo a questo, perché anche oggi ne abbiamo avute tante di palle. Probabilmente siamo poco lucidi: pesano il momento, la situazione, la posizione in classifica, tante cose, perché comunque le occasioni le creiamo e purtroppo non siamo sempre lucidi nel buttarla dentro. Spesso troviamo portieri in forma contro di noi, perché poi fanno parate importanti ma magari forse siamo anche noi bravi a fargliele fare – ha concluso Aglietti -. Mancano sicuramente un pizzico di lucidità e cattiveria”.