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Due mesi nelle acque di Lampedusa per soccorrere migranti, la motovedetta CP 311 torna a Genova

In forza alla Guardia costiera della Liguria: ha portato in salvo oltre 150 naufraghi

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Genova. Dopo più di due mesi di missione, la motovedetta della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Genova CP 311 è rientrata ieri al proprio ormeggio del porto antico, al termine del viaggio che da Lampedusa, ove era stata temporaneamente dislocata dal 25 febbraio scorso, con varie tappe intermedie, l’ha portata fino al rientro a Genova.

Una lunga missione che, a turno, interessa tutte le unità delle classi 200 e 300 del corpo delle capitanerie di porto di tutta Italia e che, la scorsa estate, aveva visto partecipare anche l’altra unità d’altura della capitaneria genovese, la motovedetta CP 288.

Negli oltre due mesi di servizio operativo a Lampedusa, la CP 311, con un equipaggio di 5 persone più un soccorritore marittimo al comando del primo maresciallo Stefano Carbone, ha prestato soccorso ad oltre 150 naufraghi spesso raggiunti a bordo di gommoni fatiscenti e con precari requisiti di navigabilità, altre volte su imbarcazioni prive delle più elementari dotazioni di sicurezza.

Nel corso della permanenza nel teatro operativo, l’equipaggio della motovedetta genovese ha portato a termine ben 32 missioni di ricerca e salvataggio. L’Ammiraglio Ispettore Nicola Carlone, Direttore marittimo della Liguria e Comandante del Porto di Genova, ha voluto essere presente con alcuni suoi collaboratori al rientro dell’unità.