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Chirurgia robotica, la Liguria fa rete attorno al “Da Vinci” del San Martino

Il robot è particolarmente costoso, per questo San Martino farà da riferimento per la rete ligure

Genova. “Il robot ha la precisione, non si stanca e non trema. E questi sono tre vantaggi molto importanti anche se quella rimane una macchina e serve sempre la mente dell’uomo, le indicazioni cliniche, l’efficacia del team. Nessuna macchina, per quanto intelligente, è in grado di sostituire il cervello umano”.

robot da vinci

Angelo Gratarola, direttore dell’unità operativa di anestesia e rianimazione del policlinico San Martino, spiega così le potenzialità di Da Vinci, il robot utilizzato per le operazioni chirurgiche e che, da fine gennaio ha già eseguito una quarantina di interventi.

“Il robot è molto meno invasivo, sia rispetto alla mano dell’uomo che alla stessa laparoscopia – spiega Gratarola – e porta a una riduzione netta del dolore post operatorio e a una riduzione del 30% della degenza post operatoria”.

Restano, ovviamente, ancora alcune problematiche, visto che si tratta di una tecnologia sperimentale, che non rappresenta ancora uno standard e non è inserita nei livelli essenziali di assistenza.

“Esiste un problema di maggior costi fino anche al 20% rispetto un intervento tradizionale – sottolinea il direttore generale del San Martino, Giovanni Ucci – e, per abbassare i costi la Liguria ha pensato di fare sistema attorno al San Martino”.

Per questo motivo è nato un progetto regionale che permetterà di trasformare in policlinico in un “Hub” al quale potranno fare riferimento le altre strutture sanitarie liguri che intendono fare operazioni di questo tipo.

“Dopo la seconda specialità in neuroscienze, il policlinico San Martino diventa riferimento per chi sfruttare queste tecnologie altamente innovative nel nostro sistema sanitario regionale- spiega la vicepresidente e assessore alla sanità della Regione Liguria, Sonia Viale – il robot potrà essere utilizzato non solo dalle professionalità dell’ospedale genovese ma anche da quella di tutta la Liguria che potranno venire al San Martino a fare i propri interventi, segno di una crescita anche organizzativa di tutto il nostro sistema sanitario”. Con questa opportunità, Viale punta anche a diminuire le fughe sanitarie verso altre regioni: “Vogliamo lavorare perché tutti i liguri abbiano opportunità di cura in Liguria”.