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Alluvione 2011, i giudici si riservano sul ricalcolo della pena per Scidone e Delponte

La correzione dell'errore materiale, anche per il procurare generale, non può avvenire in questo modo

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Genova. I giudici della corte d’appello di Genova si sono riservati di decidere in merito alla correzione dell’errore nel dispositivo della sentenza di secondo grado per i fatti dell’alluvione del novembre 2011, in cui persero la vita quattro donne e due bambine.

I magistrati, nella sentenza con cui avevano confermato la condanna a cinque anni per l’ex sindaco Marta Vincenzi, avevano scambiato i capi di imputazione e avevano calcolato al ribasso le pene per l’ex assessore alla protezione civile Francesco Scidone (difeso dall’avvocato Testasecca) e per il dirigente comunale Gianfranco Delponte (avvocato Romano Raimondo). Era stata così fissata l’udienza di oggi per correggere l’errore e raddoppiare la condanna.

Lo stesso procuratore generale Luigi Cavadini Lenuzza ha però detto, nella sua discussione, che la procedura adottata dalla corte non sarebbe quella corretta. Stesse conclusioni per i legali degli imputati e delle parti civili.

La sentenza di appello era stata letta lo scorso 23 marzo. Oltre alla Vincenzi erano stati condannati Scidone a 2 anni e 10 mesi (quattro anni e nove mesi in primo grado), a 2 anni e nove mesi Delponte (che in primo grado aveva avuto quattro anni e cinque mesi), a 4 anni e 4 mesi Pierpaolo Cha (un anno e quattro mesi in primo grado) e 2 anni e 10 mesi a Sandro Gambelli (un anno in primo grado). Le accuse nei loro confronti sono di omicidio e disastro colposo e falso per il verbale dell’esondazione taroccato. Sono stati assolti per il reato di calunnia. Condannato a otto mesi l’ex coordinatore dei volontari di protezione civile Roberto Gabutti che era accusato solo di falso e calunnia e era stato assolto in primo grado.