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Sono 47.131 i genovesi “soffocati” dai fumi in porto: oggi la manifestazione dei comitati

Alla stazione marittima residenti e ambientalisti chiedono alle compagnie di navigazione di investire in sistemi meno inquinanti

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Genova. “Martedì 15 maggio vieni in manifestazione, fai qualcosa per i tuoi polmoni e per quelli dei tuoi figli”. Sono le parole con cui il comitato Tutela ambientale Genova Centro Ovest invita più persone possibili a partecipare, domani a partire dalle 17e30, a Ponte dei Mille, davanti alla stazione marittima, alla manifestazione contro l’inquinamento prodotto dai traghetti (e non solo) ormeggiati in porto a Genova.

Il comitato ha calcolato che sono 47131 i genovesi che sono esposti quotidianamente ai fumi delle navi. In sostanza tutti coloro che vivono tra Di Negro, San Teodoro e parte di Principe e Oregina a seconda della direzione del vento. Sostanze nocive spesso visibili – sotto forma di cenere nera che si posa su indumenti stesi, terrazze, arredamenti – ma spesso non visibili e incontrastabili.

“Non vogliamo che il traffico portuale diminuisca – sottolinea Giacomo Pollarolo, uno degli esponenti del comitato organizzatore – l’economia portuale può essere una risorsa per tutti e speriamo, anzi, che sia implementata, ma chiediamo che il traffico sia qualitativamente migliore. Chiediamo che le autorità inizino a fare pressioni sulle compagnie affinché investano in ecosostenibilità e innovazione”.

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Perché la compagnia Moby in Corsica (Francia) utilizza carburante a basso contenuto di zolfo avvicinandosi alla costa mentre la stessa compagnia (con le stesse navi) quando sono attracca in porto a Genova non si pone minimamente il problema dei fumi che rilascia nell’aria? E’ uno degli interrogativi che i cittadini di San Teodoro, a Genova, non hanno più voglia di porsi, estenuati dal problema della qualità dell’aria che respirano.

E’ un problema di legislazione. “In Italia la normativa non è stringente e così i regolamenti si stilano a livello locale – continua Pollarolo – a Genova arrivano navi che a Livorno non potrebbero entrare in porto, per non parlare di scali come quelli del Nord Europa dove i limiti sono estremamente più restrittivi”.

Il comitato di cittadini di San Teodoro è preoccupato per l’arrivo della “bella stagione” che rappresenta, per loro, un numero più alto di traghetti fermi in banchina, a motori accesi e lo spostamento dei fumi dovuto alle brezze da sud. “Non siamo a Rotterdam dove il porto è a 20 chilometri dai centri abitati, qui si tratta di poche centinaia di metri in linea d’aria e la cosa preoccupante è che molti residenti non hanno alcuna consapevolezza sulle sostanze che respirano”.