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Uomo, ultraquarantenne e disoccupato, ecco l’identikit del giocatore patologico

Genova. Il 65% sono uomini con un età superiore ai 40 anni, il 65% di loro è entrato nella patologia del gioco d’azzardo a causa delle slot machine e il 14% sono persone che non hanno un lavoro stabile o sono disoccupate. È questo l’identikit delle persone che cadono nella rete del gioco patologico secondo Vincenzo Montani, vicepresidente dell’associazione antiusura, Santa Maria del Soccorso, molto attiva in questo comparto. 

Una situazione di cui si è parlato molto nei giorni scorsi, con  la proroga votata dalla Regione Liguria per i gestori, e che vede il nostro territorio in linea con gli standard nazionale e che, a fronte di numeri variabili tra le 600 mila e le 900 mila persone a livello italiano, raggiunge la stima di circa 15 mila malati di gioco patologico. Una situazione ancora troppo poco conosciuta ma in forte crescita. 

“Nel 2017 abbiamo raggiunto il massimo del gioco arrivando alla cifra record di 102 miliardi, nel 2005 eravamo a meno della metà. Se si gioca il doppio pensiamo che possano essere raddoppiate anche le persone malate di gioco patologico. Se poi vediamo il nostro osservatorio, alla Fondazione si rivolgono le persone che hanno serissimi problemi economici, possiamo riscontrare che sono triplicate”.

Una situazione legata alle slot machine ma non solo visto che ad aumentare sono tutti i giochi legati all’azzardo. “In Italia poi abbiamo un record – prosegue – una quota di circa il 20% di tutto il mercato mondiale dei gratta e vinci, che è un dato enorme. E basta entrare in una qualsiasi tabaccheria e guardare che cosa è esposto per capire la portata di questo fenomeno”.