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Tutti pazzi per gli ombrelli sospesi: ma che fine faranno dopo Euroflora? Il rebus smaltimento

Dai Civ e dal Comune si pensa a iniziative di solidarietà e riciclo, intanto l'installazione continua a impazzare sui social e durerà ben oltre lo scadere della floralie

Genova. Fotografatissimi, amati dai più, “mugugnati” da altri, nei giorni del “fuori Euroflora” gli ombrelli colorati (o bianchi) sospesi sulle vie della città sono stati da subito al centro dell’attenzione. Un’iniziativa partita dal civ Mazzini e dalle strade limitrofe (la galleria, salita Santa Caterina, via Roma e via 25 Aprile) e poi estesa ai negozi di via Luccoli e alla zona di via Cesarea.

Un’installazione che ha attirato l’attenzione di genovesi e turisti, ultra-condivisa sui social, e soprattutto a costo zero per le casse pubbliche, poiché l’investimento è stato portato avanti interamente dai centri integrati di via.

Con la collaborazione di un’azienda genovese, la Lucio Guagliata luminarie (sede a Bolzaneto), la stessa che – per dire – aveva allestito le spettacolari luminarie natalizie al porto antico, lo scorso inverno.

Galleria Mazzini, ombrelli e pioggia

Ma qualcuno, già da qualche giorno, ha iniziato a chiedersi: finita Euroflora che fine faranno le centinaia di ombrelli appesi? Il rischio, infatti, è che se non dovessero essere in buone condizioni, una volta smontati (sono ombrelli piuttosto delicati) smaltirli potrebbe essere un problema. Trattandosi di un oggetto formato da varie componenti (plastica, alluminio, tela) è molto complicato da riciclare. Si stima che ogni anno, in Italia, 5000 tonnellate di ombrelli rotti finiscano nelle discariche, attraverso l’indifferenziato.

La soluzione dovrà essere, quindi, il riutilizzo. Pierpaolo Dell’Acqua, presidente del civ Mazzini, conferma che gli ombrelli “resteranno di proprietà dei commercianti” e che saranno quindi loro stessi a gestirne la vita futura. Paola Bordilli, assessore al Commercio del Comune di Genova afferma: “Saranno utilizzati per un progetto di beneficienza”. Gli ombrelli, una volta scesi a terra, saranno regalati ad associazioni che si occupano di persone con problemi economici. “Noi abbiamo già preso contatto con la comunità di Sant’Egidio – spiega Francesca Recine, del Civ Luccoli – che poi li distribuirà a chi ne ha bisogno. Li terremo su per un bel po’, comunque, abbiamo una concessione per un paio di mesi e poi non è escluso ci inventeremo un’altra installazione”.

Sempre negli uffici del Comune si sta lavorando anche a un progetto apposito in collaborazione con Amiu, magari per trovare il modo di riciclare il materiale con cui sono realizzati gli ombrellini volanti. Ad esempio, nel carcere femminile di Pontedecimo, le detenute che lavorano nella start-up Creazioni al fresco, utilizzano anche il tessuto degli ombrelli per cucire borse, tovagliette, cartelle.