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Spiagge, a Pegli è ancora divieto di balneazione. Il Comune indaga sugli scarichi

Allarme rientrato a Sturla, non nel ponente cittadino: ecco le rilevazioni di Arpal

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Genova. Non fa caldo come qualche giorno fa, quando Arpal aveva rilevato l’acqua del mare a Sturla e Pegli di qualità non conforme e quindi era scattato il divieto di balneazione, eppure anche oggi sono tante le persone che hanno deciso di trascorrere la giornata in spiaggia. E mentre a Sturla l’allarme inquinamento è rientrato, altrettanto non si può dire per Pegli.

Lo stato resta “non conforme” anche se in un quadro di eccellenza (ovvero la media delle rilevazioni effettuate da Arpal negli ultimi quattro anni). “Poiché l’acqua di balneazione si trova all’interno di un contesto portuale e fortemente antropizzato, potrebbero verificarsi eventi di vario tipo: sversamento di inquinanti da navi o da cantieri, problemi legati agli scarichi urbani o industriali o al trasporto da parte del torrente Varenna o Castello” sono le note con cui l’agenzia regionale per l’Ambiente accompagna la scheda relativa alla zona del Lungomare di Pegli.

I cittadini pegliesi e in genere i frequentatori della spiaggia si chiedono che cosa stia determinando il problema e sperano che si faccia qualcosa per risolverlo entro l’inizio dell’estate, quella vera.

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Il tema, martedì scorso, era stato affrontato anche in consiglio comunale con due interrogazioni a risposta immediata. Mauro Avvenente (Pd) e Lorella Fontana (Lega SP) avevano chiesto appunto spiegazioni sui divieti di balneazione, a seguito dei dati di Arpal sulla qualità delle acque di Sturla e di Pegli.

La replica dell’assessore Matteo Campora era stata: “Se un campione non risultasse idoneo, il sindaco ha l’obbligo di interdire la balneazione fino all’esito positivo del campionamento. Attualmente dove è vietata la balneazione sono stati trovati colibatteri fecali; ci siamo quindi attivati con Ireti, per verificare che non ci siano scarichi illeciti”.