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Corruzione nella sanità ligure, 11 arresti alla Spezia. L’ex assessore regionale Morgillo ai domiciliari

Le indagini hanno portato alla luce una prassi consolidata. Coinvolto anche un genovese rappresentante di una multinazionale

Genova. Il nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di La Spezia, coordinato dalla procuratore della Repubblica spezzina Monteverde, ha eseguito questa mattina 11 misure cautelari personali, di cui 4 in carcere e 7 ai domiciliari, a seguito di una complessa indagine di polizia giudiziaria condotta nell’ambito della sanità della città del Golfo.

Tra gli arrestati il dirigente della Asl 5 la Spezia Massimo Buccheri che in molte gare d’appalto ha rivestito il ruolo di direttore dei lavori o responsabile del procedimento.

Tra le persone messe agli arresti domiciliari c’è invece l’ex consigliere regionale Luigi Morgillo, 65 anni, titolare di una azienda di certificazione di efficienza energetica, accusato di turbativa d’asta. Le indagini, iniziate nel maggio 2017, avrebbero consentito di accertare più episodi di corruzione da parte di Buccheri che secondo la Gdf avrebbe costretto gli appaltatori, minacciandoli di ritardo nei pagamenti o di procedere a contestazioni sui lavori, a avvalersi per le forniture e subappalti di imprenditori ‘amici’ che a loro volta lo avrebbero ricambiato con somme di denaro.

Secondo quanto appreso, Buccheri avrebbe pilotato – come commissario di gara – anche una gara per l’assegnazione di un appalto a livello regionale per forniture di attrezzature ospedaliere alle Asl liguri a favore della multinazionale sotto indagine. In particolare, la gara sarebbe stata truccata con la manomissione della formula di una tabella di attribuzione del punteggio tecnico all’offerta della predetta multinazionale. Buccheri è anche accusato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: avrebbe infatti ricevuto denaro e altre utilità dai dirigenti della multinazionale.

La turbativa di tre gare svolte dall’Asl 5 si sarebbe verificata per un incarico di certificazione energetica, per un incarico professionale per la ricognizione e aggiornamento catastale degli immobili dell’Asl e per la fornitura di lavaendoscopi. Nei primi due casi, Buccheri per favorire l’imprenditore amico avrebbe chiesto ai concorrenti di non presentare alcuna offerta mentre nel terzo caso avrebbe confezionato un bando su misura, suggerito come presentare l’offerta e chiesto alla stessa ditta di suggerire i punteggi da dare alle altre concorrenti. Le indagini avrebbero portato a scoprire anche una turbativa nella gara svolta dall’Asl di Massa per l’emissione dei titoli di efficienza energetica e la falsificazione di un verbale di gara svolta presso la stessa Asl per la costruzione del palazzetto dello sport

La Guardia di finanza, contestualmente alla esecuzione delle custodie cautelari ha avviato una serie di perquisizioni nei domicili e negli uffici delle aziende coinvolte nell’indagine e nell’ufficio di Buccheri. Le accuse sono per Buccheri turbativa d’asta, corruzione, concussione e rivelazione del segreto d’ufficio e falso in atto pubblico mentre i rappresentanti della multinazionale corruzione e turbativa d’asta. Gli altri a diverso titolo sono accusati di turbativa d’asta e corruzione in concorso.