Il recupero

Sampdoria, che reazione: Atalanta battutarisultati

Partita spettacolo a Bergamo, con la Samp che gioca a viso aperto e ritorna in corsa per l'Europa

Bergamo. Quanta acqua è passata sotto i ponti della Val Brembana e di quella Seriana, nel mese trascorso, da quella brutta giornata, in cui il campionato è stato sospeso, per la scomparsa di Davide Astori… La Sampdoria  veleggiava con sei punti di vantaggio sui bergamaschi, ribaltati in tre di svantaggio, figli di tre sconfitte blucerchiate e tre vittorie nerazzurre, nel frattempo intervenute…

Dal Brembo e dal Serio, sono arrivate a mare, attraverso il Po, tante magagne blucerchiate, suscitando i “mugugni” da parte dei tifosi…  Tutto giusto… ma, comunque vada oggi, meglio evitare  “processi alla truppa”… sarebbe deleterio, alla vigilia del derby!

Il mugugno è un atto catartico, che aiuta a liberarsi dalle angosce del subconscio ed ha profonde radici nella storia di Genova, al punto che – secoli fa – i camalli, pur di esercitarne il diritto, accettavano un “minus” nella paga… Tutto giusto, dicevamo, ma aspettiamo a farlo al 95°…

Per intanto, godiamoci, dunque la sfida di Giampaolo, con mister Gasperini, arenzanese quasi di adozione, che affida al direttore della gara, signor Pasqua, di Tivoli, questa distinta della Atalanta, schierata col 3-4-1-2:

Berisha; Toloi, Mancini, Masiello; Hateboer, De Roon, Freuler, Castagne; Cristante; Petagna, Gomez

A disposizione: Gollini, Rossi, Bastoni, Palomino, Calcara, Gosens, Haas, Melegoni, Barrow, Cornelius.

Giampaolo non abiura il sul canonico 4-3-1-2 e manda in campo, all’Atleti Azzurri d’Italia, questi uomini:

Viviano; Bereszyński, Andersen, Ferrari, Murru; Praet, Capezzi, Linetty; Álvarez ; Caprari, Zapata

A disposizione: Belec, Tozzo, Sala, Silvestre, Regini, Strinić, Verre, Tessiore, Ramírez, Stijepović

Ad affiancare Pasqua, sono gli assistenti  Di Iorio di Monfalcone e Tolfo di Pordenone, oltre al quarto ufficiale Di Paolo di Avezzano, mentre le posizioni VAR ed AVAR sono coperte rispettivamente da Fabbri di Faenza e Piccinini di Forlì.

La sorpresa, eclatante, è rappresentata dall’esordio, dal primo minuto, del danese Joaquin Andersen, che relega in panchina il finora sempre presente Matías Agustín Silvestre, mentre Quagliarella si accomoda in tribuna (al fianco di Palombo) e Capezzi gioca al posto dello squalificato Torreira.

Primi dieci minuti di pressing aggressivo da ambo le parti, finché al 14° Castagne si trova solo davanti a Viviano, su una imbucata fantastica di un compagno, ma non inquadra incredibilmente la porta… pericolo scampato!

Bene Bereszyński sulla destra (aiutato perfettamente da Praet), a contenere il guizzante Papu Gomez, mentre Murru soffre gli spostamenti di Petagna, cui dà man forte Hateboer, meno assistito da Linetty.

Al 25° comodo intervento di Viviano, su colpo di testa innocuo di Toloi, su corner… l’Atalanta comunque prende campo.

Sorge spontaneo pensare, che gli allenatori degli anni ’60 non ci penserebbero due volte, ad invertire le posizioni di Praet e Linetty, per dare più protezione a Murru, ma il calcio d’oggi predilige maggiori attenzioni al proprio “orto”, piuttosto che a quello degli avversari.

Intanto, Cristante, al  29°, ci prova da lontano con un tiro sbilenco, alle stelle.

Il solito Petagna, con il movimento a mezza luna, si incunea continuamente sulla destra, ottenendo un angolo, su cui lo stesso ex blucerchiato, di testa, stampa la palla sulla traversa e sulla ribattuta di Masiello, a botta sicura, Bereszyński si immola col piede destro, salvando il risultato.

Al 38° Murru libera, in tuffo  di testa, in angolo

Al 39° Álvarez esce per un problema muscolare, lasciando il posto a Ramírez.

Al 43° un paio di errori di Castagne (doppio) e di Toloi, mettono in condizione Caprari di battere freddamente Berisha.

Al 45° fallo di De Roon su Ramírez e Berisha toglie dall’incrocio la perfetta punizione calciata dallo stesso uruguaiano, che stava per togliere le ragnatele dall’angolino.

Si va negli spogliatoi in vantaggio, merito di Caprari, che ha “bravamente” smentito la nostra affermazione di sabato scorso, quando si è dubitato sul fatto che l’ex Pescara non avesse il goal nel DNA… ammenda è fatta!

Si riprende il gioco ed al 48° Hateboer lascia per strada Murru e mette in mezzo per Petagna, murato da Ferrari in angolo. Il sardo si rifà due minuti dopo, salvando una pericolosa palla, ancora di tuffo, respingendo un diagonale di Papu Gomez.

In condizioni di precario equilibrio, Caprari non trova la porta, ostacolato da Mancini, così Berisha si salva, al 53°.

Al 55° Haas prende il posto di De Roon, fra i nerazzurri.

Al 61° tiro cross di Caprari, Berisha blocca, sotto la pioggia battente.

Al 64° fuori Hateboer, dentro il giovane gambiano Barrow, punta di diamante della Primavera bergamasca.

Al 65° Regini per Murru, per una maggior copertura su Barrow, ma serve a poco perché, subito dopo, su una punizione di Gomez, dallo spigolo area, Toloi sfrutta una palla “morta” in area e pareggia (1-1).

Al 67°, strepitosa parata di Berisha su Duván Zapata, ma il colombiano era in fuorigioco.

Al 69° Caprari si addormenta, dopo aver saltato, da artista della pelota, Masiello e si fa recuperare una palla goal da Gomez.

Al 70 è Bereszyński a salvare, in angolo, su Barrow… partita aperta a tutti i risultati, anche perché è ancora il polacco, un minuto dopo, a fare scudo col corpo.

Al 73° Haas salva sulla riga di porta… che partita!

I pericoli arrivano sempre su corner ed al 76° Cristante gira alto sulla traversa.

Al 78° giallo a Petagna (fallo su Ferrari), che esce sostituito da Cornelius.

Saranno dieci minuti di calcio spettacolo e lo conferma all’80° una traversa colpita, di testa, da Caprari, su perfetto cross di Capezzi.

All’81° Pasqua grazia Gomez, sventolandogli solo il giallo, per un fallo da tergo, che Praet gli restituisce poco dopo (ammonito anche lui).

All’83° altro errore della difesa atalantina, che da metà campo lancia Duván Zapata solo verso Berisha… con Masiello che non arriva al salvare in scivolata… Samp di nuovo in vantaggio.

All’84° Verre dà il cambio a uno stremato Caprari.

All’87° braccio in area di Masiello, lontano dal corpo… ma il VAR non concede il penalty.

All’88° Andersen di testa, su corner, ma molto lontano dai legni avversari.

All’89° giallo a Zapata, che allontana una palla a gioco fermo.

Al 91° anche Ramirez  ” spende” un giallo a meta campo... nessuno si è risparmiato!

Grande partita, che vale molto, anche dal punto morale… complimenti a tutti, come dicevamo all’inizio, bisognava pensarci due volte, prima di  “buttare via anche il bambino, con l’acqua sporca”… che oggi si è invece dimostrata “distillata e gasata”!