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“Rischiare il carcere perché senza biglietto?”, ecco la “pazza idea”: Amt gratis per i poveri

Lanciata da Potere al Popolo, era stata proposta a Milano dall'assessore genovese e "moderata" Francesca Balzani

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Genova. Mentre Atp annuncia il ritorno, su alcuni autobus delle linee del Tigullio, di tornelli per controllare l’accesso sui mezzi pubblici e limitarne l’utilizzo a chi sia sprovvisto di titolo di viaggio, a Genova, Potere al Popolo lancia un’idea di tutt’altro genere: “Trasporto pubblico gratis per i più poveri”.

Il partito di sinistra nato in occasione delle ultime elezioni politiche critica il fatto che l’azienda Amt stia attaccando su bus e metro adesivi che ricordano come i controllori siano agenti di polizia amministrativa e specificano che chi dovesse essere trovato senza biglietto rischia sanzioni non solo amministrative ma anche penali.

“Non fai il biglietto? Rischi il carcere – scrive Potere al Popolo in un comunicato – sappiamo che non pagare il biglietto può essere anche un malcostume, non lo pagano anche i ricchi, che non ci fanno nessuna pena, ma spesso è una scelta dettata da mancanza di soldi o lavoro. Il bilancio di Amt dimostra però che il ricavo dai biglietti è una parte minima mentre i buchi di bilancio sono altri. Mancano i trasferimenti dallo Stato, ridotti da anni, stipendi altissimi di manager e capetti, non si risparmia sul carburante migliorando e ampliando le corsie preferenziali o i semafori intelligenti. D’altronde molte città italiane avevano trasporti gratuiti per tutti e lo stesso accade in città europee anche grandi ad esempio in Francia”.

In realtà i trasporti pubblici gratuiti non sono molto diffusi, Tallin, in Estonia, è una delle capitale che per prime hanno sperimentato questo sistema. In Francia è stata applicata a Aubagne, che però ha 47 mila abitanti. L’idea – piuttosto rivoluzionaria ma non così tanto – era stata proposta, negli anni scorsi, anche da Francesca Balzani, genovese che era stata chiamata a svolgere il ruolo di assessore al Bilancio del Comune di Milano. “Per ridurre lo smog – diceva – la gratuità per tutti di tram, bus e metro è una soluzione e non è una cosa da libro dei sogni”.

A far levare gli scudi a Potere al Popolo, però, sono soprattutto le conseguenze penali in cui può incorrere chi non paga il biglietto. “Non serve a nulla spaventare chi non può pagare il biglietto – dicono – e occorrerebbe invece che a pagare sia chi ne ha la possibilità introducendo una tariffa per le fasce più alte di reddito (incentivando per tutti l’uso del mezzo pubblico e diminuendo il traffico privato), far pagare una quota per le imprese commerciali (come la Fiumara o gli altri centri commerciali) che hanno bisogno di un sistema efficace di trasporto per fare profitti e avere trasporti gratuiti per chi lavora a basso reddito, per i pensionati e per i disoccupati”.

“Pensiamo invece che il Comune di Genova dovrebbe fare altro – continuano da Potere al Popolo – migliorare la viabilità per i mezzi pubblici con corsie e semafori sincronizzati, reinternalizzare gli appalti risparmiando e migliorando le condizioni dei lavoratori e l’efficienza dei mezzi, ridurre gli stipendi dei manager. Inoltre bisognerebbe lottare per riavere i finanziamenti dallo Stato e introdurre un metodo per il trasporto gratuito per i meno abbienti”.