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Rifiuti, la discarica a cielo aperto nei boschi di Genova. Le immagini dello scempio tra Quezzi e Sant’Eusebio fotogallery

Decine di mobili abbandonati tra alberi e macchia. Assessore Campora: "Attivati gli uffici per il recupero"

Genova. Continua inarrestabile lo scempio dei boschi che circondano la nostra città, sempre più utilizzati come discariche a cielo aperto.

Questa volta tocca alla zona tra Sant’Eusebio e Quezzi, letteralmente invasa da uno “stock” di mobili e e arredo casa. Alla faccia dell’Isola Ecologica.

A segnalare la cosa gli abitanti del posto (tra cui Francesco Ferraris, che ha scattato le foto dell’articolo): un intero “set” di mobili sparpagliati tra alberi e macchia mediterranea, in balia degli elementi.

La zona colpita è quella compresa tra lo sterrato che dalla piazza di Sant’Eusebio porta prima alla Cappella dei Cacciatori e poi a Torre Quezzi, fino al Biscione, collegando i due quartieri, a cavallo di due municipi. Uno spettacolo desolante non solo per chi frequenta quei luoghi tutti i giorni, ma per la città tutta, da troppo tempo in balia dell’inciviltà.

Sono in molti in rete a lamentarsi, e le iniziative della giunta, che nei giorni scorsi ha presentato i primi risultati della lotta all’abbandono di ingombranti in città, sembrano essere impotenti rispetto a questo fenomeno: un territorio vasto, pieno di strade e sentieri “fuori mano”, ideali per i criminali dell’abbandono.

L’assessore all’Ambiente e Rifiuti Matteo Campora, nel pomeriggio, ha fatto sapere che sono già stati attivati gli uffici del Comune per avviare le procedure di pulizia: “La zona purtroppo spesso è oggetto di queste condotte essendo isolata e fuori mano – ha spiegato – stiamo verificando le proprietà dei terreni, e successivamente faremo gli accessi in primis per capire la tipologia di rifiuti e poi procedere allo smaltimento”.