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Porto di Genova, sarà la polizia stradale a compiere i rilievi in caso di incidenti

Tra grovigli di competenze e norme nei 22 Km del porto di Genova la Procura punta a un protocollo d'intesa per avere indagini efficaci e rapide

Genova. Sopralluogo della Procura ieri in porto a Genova anche alla luce degli ultimi infortuni sul lavoro avvenuti all’interno del Vte. L’ultimo è avvenuto ieri mattina con il ribaltamento di una bisarca e un realista rimasto incastrato per fortuna con conseguenze non gravi mentre la settimana scorsa un camionista cosentino era morto investito da un altro mezzo.

A rendere inderogabile un intervento da parte della Procura è il groviglio di competenze e norme che regolano quel che accade in ambito portuale dove ci sono aree soggette al codice della strada, altre che pur soggette al codice stradale vengono poi sanzionate sulla base del codice della navigazioni. Altre aree infine, quelle assegnate ai terminasti dove le regole le detta la disciplina antinfortunistica dettata dal testo unico sulla sicurezza (meglio noto come legge 81 del 2008).

Per questo ieri il procuratore aggiunto Francesco Pinto e i sostituiti Francesca Rombolà e Alberto Puppo hanno incontrato in capiteneria i responsabili della capitaneria stessa, la Asl e la polizia stradale per capire come avviare efficacemente e immediatamente un’attività polizia giudiziaria in caso di incidenti stradali.

Esclusa la competenza della polizia municipale in area portuale e visto che né Asl né capitaneria hanno strumentazioni adatte a compiere rilievi stradali, la polizia stradale ha dato attraverso la dirigente Carlotta Gallo la propria disponibilità alla Procura ad intervenire “su chiamata”. Ed è proprio questo quello che è avvenuto una settimana fa quando la Polstrada fu chiamata a svolgere i rilievi sull’incidente mortale al Vte.

Si tratta di un primo passaggio per strutturare questo tipo di intervento sperando di arrivare presto a un vero e proprio protocollo d’intesa: “Ringraziamo la polizia stradale – commenta il procuratore aggiunto Francesco Pinto – e speriamo di arrivare presto alla creazione di un protocollo di intervento, come per esempio avviene in Lombardia nella cantieristica stradale. L’area portuale di Genova è un’area enorme, circa 22 km che necessità in caso di infortuni o incidenti di un intervento che consenta indagini rapide ed efficaci”.